‘La strage di Caiazzo’: storici ed esperti a confronto sui crimini nazisti

‘La strage di Caiazzo’: storici ed esperti a confronto sui crimini nazisti

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Domani, nella sala del castello Pignatelli di Monteroduni, la presentazione del libro del procuratore Paolo Albano nel corso dell’incontro promosso dall’Istituto comprensivo di Montaquila



MONTERODUNI. Crimini nazisti: è in programma per domani 20 aprile nella sala del castello Pignatelli di Monteroduni la presentazione del libro ‘La strage di Caiazzo 13 ottobre 1943’ scritto dal procuratore capo di Isernia Paolo Albano insieme al giornalista Antimo Della Valle. L’incontro, dedicato anche agli studenti, è promosso dall’Ic di Montaquila. I lavori avranno inizio alle ore 16, con i saluti del sindaco Custode Russo e della dirigente scolastica Carmela Concilio.
Seguiranno gli interventi di Giovanni Cerchia, storico e docente dell’Unimol, dell’autore del libro Paolo Albano e del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Paola Sabatini. L’incontro sarà moderato dall’avvocato Duilio Vigliotti e sono previsti i contributi degli studenti. Spazio anche agli interventi musicali curati da Carmela Concilio (pianoforte) e Morris Capone (contrabbasso)

Il libro ripercorre la tragedia che si consumò la sera del 13 ottobre 1943, sulle colline di Caiazzo presso Caserta. Alcuni soldati della Wehrmacht trucidarono in modo gratuitamente efferato ventidue civili italiani, donne e bambini soprattutti. Una strage che sparì dalla memoria collettiva per quasi mezzo secolo. Solo nel 1988, a seguito di fortuite circostanze e dell'iniziativa di un coraggioso ricercatore italoamericano, la Procura di Santa Maria Capua Vetere aprì un procedimento penale per scoprirne movente e autori. Il processo si concluse nel 1994 con la condanna all'ergastolo di due dei responsabili: resta l'unica sentenza in Italia da parte di una Corte d'Assise, e non di un Tribunale militare, di condanna di criminali nazisti.

A raccontare una vicenda storica e giudiziaria davvero agghiacciante e coinvolgente è Paolo Albano, il pubblico ministero che ebbe un ruolo determinante nel processo. La sua è una testimonianza fondamentale per il recupero della memoria dello spietato episodio, ma anche una riflessione sulla giustizia e sulle logiche della ragion di Stato che portarono Alleati e autorità italiane a insabbiare la vicenda.