La pizza: simbolo del made in Italy

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I consigli dell’esperta per gustarla senza provocare danni alla salute



La pizza è uno dei piatti italiani più famosi, amati e imitati al mondo. Ed è ancora più buona se si può mangiare senza fare danno alla salute. Personalmente consiglio di mangiarla una volta alla settimana in una dieta equilibrata a patto che si seguono dei semplici consigli; perché un conto è mangiare la pizza tutti i giorni, magari consumandola frettolosamente nell’intervallo del pranzo, un’altra cosa è mangiare pizza una o due volte alla settimana, magari in un pasto in cui compare anche una porzione abbondante di verdure.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli aspetti da tenere in considerazione che rendono la pizza un alimento salutare o meno. Per prima cosa, ciò che fanno la differenza in una pizza sono gli ingredienti. A meno che non la si prepari in casa (cosa preferibile), è difficile valutare con precisione la qualità della pizza che ci viene servita nei locali. Una pizza condita con olio extravergine, una quantità moderata di mozzarella e, per esempio delle verdure grigliate è ben diversa da una ricoperta di salumi, formaggi di varia origine e olio non ben identificato. Da qui il consiglio di controllare gli ingredienti e non mescolarli troppo: meglio pochi ma buoni.

Un altro aspetto importante è il tempo di lievitazione. Bisognerebbe utilizzare il lievito madre e farla lievitare almeno 24 ore. In realtà poiché viene preparata in modo rapido e intensivo, ha bisogno di un’elevata percentuale di lieviti e quindi a livello metabolico risulta più difficile da digerire. Poi, viene messa in forni con una temperatura intorno ai 250-300 °C e fatta cuocere solitamente pochi minuti; questa cottura così rapida fa sì che le proteine vegetali della farina non vengano completamente denaturate, che i processi di trasformazione operati dal calore agiscano solo in superficie e conservino all’interno della pizza una certa percentuale di acqua e lieviti ancora biologicamente attivi. Ecco la causa dei processi fermentativi e del gonfiore che provoca a livello addominale ma anche mal di stomaco e pigrizia intestinale. Solitamente nell’attesa che venga sfornata la pizza, siamo soliti consumare prima una porzione di patatine fritte, supplì, crocchette o bruschette.

Evitiamo di unire carboidrati ad altri carboidrati e optiamo per una bella porzione di verdure; la presenza in essa delle fibre contribuisce a tenere costante i livelli di zuccheri nel sangue. Non terminiamo la cena con la frutta o un dolce. Lo zucchero della frutta o del dessert andrebbe a sommarsi a quello già presente nella pizza, causando una maggiore produzione di insulina. Per quanto riguarda le bevande, evitate bibite gassate e la birra perché contengono anch’esse zuccheri, sostanze chimiche, coloranti e bollicine: meglio orientarsi sempre su un buon bicchiere di vino rosso. Infine, un altro aspetto che sfugge a molti, è la parte carbonizzata presente sulla pizza. Quella sostanza si chiama benzoapirene ed è una sostanza carcinogena per cui va evitata di mangiare e voi tutti avete diritto di rimandare indietro la pizza quando ve la portano carbonizzata.

DOTT.SSA SONIA STROIA
Biologa Nutrizionista

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