Donne e web: psicologia femminile nei cyber-attacchi

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L’analisi dell’I-Forensics Team di Isernia


ISERNIA. Questa settimana vogliamo parlarvi di donne e di web; di come ‘vivono’ Internet e di come siano spesso vittime di molestie telematiche. Nella sicurezza informatica, la psicologia riveste un ruolo molto importante perché permette di capire le ragioni e le dinamiche che stanno alla base di ogni comportamento tenuto in Rete. Questo vale non solo per un cyber criminale, ma anche (e soprattutto) per le sue vittime: comprendere il perché si adottano atteggiamenti capaci di compromettere la loro identità digitale e, di conseguenza, la loro privacy, diventa fondamentale per poter adottare la miglior strategia difensiva, in grado di evitare che un momento di svago e di interrelazione sociale si trasformi nel più terribile degli incubi, con effetti che si producono anche nella vita reale.

Molte ricerche hanno dimostrato che tra le vittime di un attacco info-telematico ci sono più donne che uomini. Sono proprio le donne i bersagli preferiti dei malintenzionati telematici. Questo è dovuto ad una serie di ragioni. Da un punto di vista strettamente tecnico, la maggior parte delle donne non ha (purtroppo) una adeguata preparazione informatica. Nel mondo del lavoro, il gentil sesso conta rappresentanti anche tra coloro che operano in ambito informatico, ma si tratta, comunque, di un numero ancora modesto. Osservando la popolazione femminile studentesca delle diverse facoltà universitarie, si nota subito che la maggior parte delle ragazze sembra preferire lo studio di materie umanistiche (come legge e filosofia), piuttosto che intraprendere corsi strettamente tecnici. Altre ragioni vanno, invece, ricercate nelle caratteristiche proprie dell’indole femminile.

Per natura, una donna è dotata di una maggiore sensibilità, di un maggior intuito (il famoso ‘sesto senso’); una qualità, questa, che non viene mai sottovalutata dal criminale di turno. È sufficiente, quindi, far leva su sentimenti condivisi e ‘potenti’, quali l’amore, la pietà o la giustizia, per riuscire a trarle in inganno e ottenere dalla più accorta delle donne le informazioni più intime e riservate. Un attacco informatico può sfruttare anche quel desiderio di socializzare, di interagire che è sempre vivo in ogni individuo, ma che è particolarmente sentito nell’animo femminile: infatti, alla donna piace essere ricercata e apprezzata per le sue innumerevoli qualità; ama contornarsi di molti amici (lo dimostrano i numerosi contatti che caratterizzano, su Facebook, un profilo femminile) e le piace, in modo particolare, apparire, soddisfacendo quel tipico narcisismo che contraddistingue ogni donna. I ‘Selfie’ presenti sui loro cellulari e prontamente pubblicati sui social network, ne sono l’inconfutabile prova.

Disgraziatamente, questo ‘modo di essere’, gioca a loro sfavore nella Rete, in modo particolare nelle piattaforme sociali e nelle chat. Costituisce un pericoloso ‘tallone d’Achille’ per bambine, adolescenti, donne e madri, sempre più spesso vittime di bullismo, adescamenti, molestie, persecuzioni e ricatti. Al giorno d’oggi, tutto questo avviene in Internet grazie a strumenti versatili e potenti. Nella maggior parte dei casi, quindi, un attacco informatico, condotto ai danni di una bambina, di una adolescente o di una donna, risulterà più facile da attuarsi e più devastante nei suoi effetti. Effetti che, spesso, innescano nella vittima anche reazioni particolarmente estreme. Ne sono dimostrazione i numerosi fatti di cronaca nera che raccontano di giovani donne suicidatesi per il solo fatto di aver ingenuamente condiviso foto o video, spesso intimi o compromettenti. Nel nostro lavoro, continuiamo (purtroppo) a registrare una totale assenza di percezione del rischio digitale soprattutto in soggetti femminili, che si servono quotidianamente di strumenti digitali portatili, in modo impulsivo e superficiale, senza avere alcuna consapevolezza dei limiti e dei rischi di un simile utilizzo. Raccomandiamo, pertanto, a tutte le donne di prestare la massima attenzione quando utilizzano la Rete e di adottare, anche in questo caso, quella proverbiale prudenza che le ha sempre contraddistinte nella vita reale.

I-Forensics Team

 

 

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