Migranti a Isernia, voci fuori dal coro: “Lo Sprar è il male minore”

Migranti a Isernia, voci fuori dal coro: “Lo Sprar è il male minore”

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Continua il dibattito a Palazzo San Francesco sull’eventuale adesione al progetto di accoglienza. Pareri favorevoli in maggioranza e tra i banchi dell’opposizione



ISERNIA. Emergenza migranti a Isernia: continua il dibattito a Palazzo San Francesco, dove è in corso la seduta monotematica per fare il punto sulle questioni legate all’accoglienza e all’eventuale adesione allo Sprar. E, anche se dai vari interventi l’orientamento è quello di non aderire al progetto proposto dal piano di Governo e Anci, si sono registrati dei distinguo, sia all’interno della maggioranza che tra i banchi dell’opposizione.

Per Giampiero Mancini, consigliere delegato al Bilancio, il problema non è politico. “Mi interessa – ha affermato - far comprendere alla cittadinanza che non esiste la possibilità di non accogliere, quindi mi verrebbe da dire ‘tra i due mali, scelgo il male minore’. I Cat continueranno a proliferare dato che il fenomeno è inarrestabile. I Cat sono senza forma di controllo, basta avere a disposizione un locale. A questo punto, non mi sembra ci sia un’alternativa credibile oltre allo Sprar. Su questo tema – ha aggiunto - mi trovo in linea con la consigliera Onorato e in parte con la consigliera Formichelli. Perché con lo Sprar è il Comune a dettare le regole. Con la previsione di percorsi di inclusione con diritti e doveri. Se invece diciamo no ci troviamo a fare un tuffo nel mare, senza sapere dove andiamo a finire. Questo – ha concluso - significa declinare ogni tipo di responsabilità e non è questo che ci hanno detto i cittadini quando ci hanno scelto”. Tuttavia, alla fine il consigliere si è espresso a favore del documento che impegna il sindaco a non aderire allo Sprar.fabia onorato 11

Tendenzialmente favorevole all’attivazione dello Sprar anche il consigliere Giovanni D’Agnone, per poter contare anche sulla ‘clausola di salvaguardia’ “e sperare – ha detto – che ci tuteli. In questo modo saremo noi ad eseguire i controlli e poter gestire meglio le cose. Dall’altra parte, non aderendo, parteciperanno al bando i privati. Un business che alletta tutti”. Da qui l’invito all’aula a riflettere “per scegliere una condizione migliore per la città”. Alla fine, l'esponente di maggioranza si è astenuto.

Diversi anche gli esponenti della minoranza che si sono detti favorevoli al progetto, anche perché “l’emigrazione non è un’emergenza, ma è un problema strutturale che va governato, gestito e programmato”. Lo ha evidenziato il consigliere del Pd Fabia Onorato “Il ‘no’ non è un’azione intelligente – ha evidenziato -. Non abbiamo trovato una soluzione a nulla. Lo Sprar neanche è una soluzione, però ti dà la possibilità di fare una programmazione dell’inclusione. Queste persone – che sono umane – ad oggi sono in centri d’accoglienza in cui viene dato loro da mangiare e non fanno altro per la gran parte del giorno. Cosa facciamo noi, come ente pubblico, per gestire il fenomeno? Non possiamo lasciare questo sistema in balia dei privati. Un esempio di programma di inclusione: impartire insegnamento di lingua e cultura italiane. Cosa vogliamo fare? Alzare muri e incitare al disordine pubblico? Questi centri d’accoglienza – ha detto infine - si moltiplicheranno a macchia d’olio”.

Dello stesso avviso anche Rita Formichelli, sempre del Pd. “Vedo molta disinformazione nella maggioranza, come al solito, nell’affrontare i problemi – ha sottolineato - I mendicanti arrivano spesso anche con i pullman e fanno parte di un racket, l’immigrazione attuale non va ricondotta solo a questo. Sento dire che il Comune non ha soldi e non è in grado di prendere posizione, allora che facciamo? Lasciamo libero spazio alle cooperative, ai privati che portano voti”.