Occupazione, Di Trocchio rilancia il caso degli ex Ittierre e lo ‘stallo’ per i dipendenti Oti

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Il sindacalista denuncia il presunto immobilismo delle istituzioni nei confronti degli ex lavoratori del polo tessile di Pettoranello e soprattutto la mancanza di soluzioni per le maestranze di Officine tessili da tempo in un limbo


ISERNIA. “In Molise siamo in attesa di vivere la prima rivoluzione industriale”: queste le parole con le quali anche il sindacalista della Femca Cisl, Francesco Di Trocchio, rilancia il tema dell’allarme occupazione sul territorio regionale. E lo fa riproponendo all’opinione pubblica le vicende legate al destino degli ex lavoratori del polo tessile di Pettoranello del Molise, con particolare riferimento ai dipendenti di Officine tessili italiane ancora nel limbo ai fini dell’ottenimento degli ammortizzatori sociali. “Centinaia di lavoratori ex Ittierre e non solo, - afferma in una nota - hanno chiuso lo step dei 5/7 mesi di ammortizzatori in deroga. Un numero ancora più nutrito di lavoratori, sempre ex Ittierre, sta invece per usufruire del summenzionato step che li accompagnerà fino a primavera 2018, dopodiché il baratro sociale, il nulla. Il silenzio assordante della politica, - denuncia Di Trocchio - concentrata più sugli apparentamenti, sulla scelta dei candidati alle prossime elezioni, piuttosto che sull’affrontare i temi del lavoro, degli ammortizzatori sociali esauriti per tante persone. È stucchevole come nessuno abbia la consapevolezza della drammatica ed emergenziale situazione occupazionale, nonché sociale. Tutti gli appelli rivolti fino a questo momento a chi ha il compito di rappresentare questa Regione, - insiste l’esponente della Femca Cisl - sono caduti nel vuoto, se non in uno sterile: ‘Stiamo lavorando di concerto con Invitalia per mettere in campo le iniziative, i progetti che ruotano attorno all' area di crisi complessa’. Nel frattempo, tante famiglie versano in condizioni drammatiche, di assoluta emergenza nell'indifferenza generale. Chiudo rivolgendo un pensiero ai lavoratori della Oti, - conclude Di Trocchio - per i quali ancora nessuna soluzione è stata partorita: non è dato sapere chi sia il datore di lavoro, non hanno uno stipendio, non beneficiano di nessuno strumento di tutela sociale. Se in altre zone d'Italia si parla di industria 4.0, in Molise, siamo in attesa di vivere la prima rivoluzione industriale".