Centrosinistra, Mdp diserta l'incontro. Fanelli accusa Leva: non vuole l'unità. Ma lui: Pd isolato e silente

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Unità, questa sconosciuta: l'incontro nella sede regionale del Pd si rivela un buco nell'acqua in prospettiva di riappacificare gli animi delle fazioni contrapposte. Il deputato Mdp non si fa attendere: segreteria sempre compiacente con Frattura


CAMPOBASSO. Ancora nulla di fatto per l’unità del centrosinistra in vista della prossima tornata elettorale. Invitato a prendere parte all’incontro presso la sede regionale del Pd, il Movimento dei Democratici e Progressisti ha inteso disertare il tavolo. Decisione non digerita dalla segretaria dem Micaela Fanelli che, apparentemente disponibile a trattare su temi, nomi e metodo, ora accusa Articolo Uno di remare sostanzialmente contro l’unità della coalizione.

“Il Partito Democratico del Molise – si legge in una nota - aveva accolto con sincero interesse l’apertura al confronto arrivata dagli amici Carmine Trematerra, Nicola Macoretta e Michele Durante, che ringraziamo pubblicamente per questo tentativo di riannodare le fila per l’intero centrosinistra. E su questo auspicio il Partito Democratico ha immediatamente indetto, per oggi pomeriggio in via Ferrari a Campobasso, un nuovo tavolo di coalizione.  Senza preclusioni, né sui nomi, né sul programma elettorale, che per il Pd resta una pagina bianca da scrivere insieme agli alleati e ai cittadini. Marcello Miniscalco e Luigi D`Orsi si sono detti d'accordo, anche a discutere di lavoro e sanità. E, anche in pubblico, ci siamo impegnati per valutare l’operato del governo regionale. Ma il tavolo è stato disertato. Sono state piuttosto accelerate le condizioni di una divisione – osserva Fanelli - proprio quando i mediatori erano al lavoro. Perché? Perché una parte, una minoranza, non vuole l'unità. E di questo, si assumerà tutte le responsabilità. Perché non si possono dettare condizioni a distanza, senza nemmeno sedersi l’uno di fronte agli altri; rifiutare il dialogo e alla fine invocare anche l’unità del centro sinistra. Così facendo, non solo si rischia davvero di consegnare la Regione e l’Italia alle destre, ma peggio ancora l’Europa agli xenofobi e ai populisti, minando dalle fondamenta la nostra democrazia repubblicana. Ma d’altra parte, secondo la visione corta di qualcuno, - provoca la segretaria - se ci si divide, maggiori saranno i seggi a disposizione di MDP. Una buona chiave di lettura per comprendere le divisioni di una parte della sinistra molisana? Qualcuno da tanto sta lavorando in questa direzione. D'Alema e soci (neanche troppo velato il riferimento a Leva ndr), ancora una volta, stanno provando a distruggere tutto”. Infine l’appello: “Lavoriamo insieme per impedirlo. Lavoriamo per ricostruire un centro sinistra unito e credibile agli occhi di un elettorato che ha sempre premiato l’unità e mai le divisioni”.

La risposta dell'onorevole Mdp alla Fanelli non si è fatta attendere: "E' veramente un disco rotto. Il segretario regionale del Pd nasconde l'isolamento del suo partito arroccandosi ancora una volta sul nome delpPresidente uscente, Paolo Frattura, ed evitando accuratamente di pronunciare la parola discontinuità. Non conta il programma elettorale, ma le politiche di questi cinque anni di governo, a partire da quelle sulla sanità, rispetto alle quali la stessa Fanelli è rimasta sempre silente e compiacente. Così come, ancora una volta, ha evitato di esprimere il suo pensiero sul perimetro dell' alleanza. Lo ribadiamo nettamente: per noi bisogna ricostruire il centro sinistra senza Alfano e Patriciello. L'unità - conclude Leva - non è un contenitore che può prescindere dai contenuti".