Rionero Sannitico si infiamma per San Martino: successo per la Festa dei ‘cornuti’

L’originale processione per le strade del paese è culminata con il falò in piazza: tanti i giovani, ma non solo, che hanno mostrato le proprie ‘corna’ con autoironia


RIONERO SANNITICO.  Le fiaccole dei cornuti infiammano una fredda serata di novembre, a Rionero Sannitico. Clima di festa nonostante le temperature rigide e grande partecipazione per la seconda edizione della rinnovata ‘Festa dei cornuti’, vero e proprio ‘rito’ iniziato con l'accensione del fuoco di San Martino, dinanzi al quale si è svolto il raduno solenne e l'investitura dei ‘cornuti’.

Ieri sera la fiaccolata per le strade del paese, con una buona risposta della popolazione, i giovani soprattutto, ma non solo. A turno, quattro portatori, in apertura di corteo, si sono alternati nel sorreggere il fantoccio di San Martino, fatto sfilare per le strade dai ‘cornuti’ con tanto di copricapo in stile vichingo a luci intermittenti accompagnandolo con canti popolari.

GUARDA IL VIDEO DELLA PROCESSIONE DEI ‘CORNUTI’

festadeicornuti0Una kermesse chiaramente goliardica, discendente dall'antica usanza di svolgere fiere di bestiame, per lo più munito di corna, proprio durante la cosiddetta estate di San Martino, l’11 novembre. Si trattava del periodo in cui le mogli dei commercianti di animali, impegnati nei mercati, rimanevano a casa da sole potendo, quindi, tradire i congiunti. Proprio i mariti traditi venivano fatti oggetto di scherno da conoscenti, amici o addirittura dal responsabile dell'adulterio.

festadeicornuti3Ad allietare l’evento, in chiusura, l’immancabile stand gastronomico, dove sono state servite pennette, sangria e scorpelle. Da registrare, poi, la presenza in processione dei portatori di bandiera della ‘Venerabile congrega dei cornuti di Rionero Sannitico’, che ha contribuito alla riuscita della caratteristica manifestazione.

festadeicornuti6Una rivisitazione simpatica e ben riuscita, quella ideata dal dottor Vincenzo D’Amico (nella foto), giovane da sempre attivissimo per riportare in auge le antiche tradizioni di Rionero con originalità e ironia. “Il senso di questa manifestazione è che non c’è un senso – ha commentato scherzando – Paradossalmente, è una cosa nata come alternativa a una serata invernale in un paese di montagna, che sta diventando sempre più spesso un ritrovo per appassionati e per tutti coloro che vivono l’autoironia in maniera consapevole e che non hanno paura di mostrare pubblicamente le proprie corna”.

festadeicornuti5Alla fine del corteo, l’evento clou: il rogo del fantoccio di San Martino, che simboleggia – ha aggiunto D’Amico - quella che dovrebbe essere un po’ la filosofia di vita di tutti: per quanto le cose possano essere brutte, c’è sempre qualcosa di peggio. Quindi il povero San Martino, cornificato più volte, si lamenta delle sue corna finché finisce poi nel fuoco. E allora anche le corna diventano un problema totalmente relativo”. Al punto che D’Amico non teme affatto che il suo amato paese passi alla storia, grazie alla manifestazione, come il paese dei cornuti: “Sarebbe già importante. L’importante è parlarne, non importa se bene o male, purché se ne parli. Il motto di eventi del genere, sintetizzando, è andare avanti senza dimenticare di guardare indietro. Sia dal punto di vista storico-socio-culturale, sia dal punto di vista prettamente salutistico. E umano soprattutto”. A buon intenditor..

 

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L’originale processione per le strade del paese è culminata con il falò in piazza: tanti i giovani, ma non solo, che hanno mostrato le proprie ‘corna’ con autoironia


RIONERO SANNITICO.  Le fiaccole dei cornuti infiammano una fredda serata di novembre, a Rionero Sannitico. Clima di festa nonostante le temperature rigide e grande partecipazione per la seconda edizione della rinnovata ‘Festa dei cornuti’, vero e proprio ‘rito’ iniziato con l'accensione del fuoco di San Martino, dinanzi al quale si è svolto il raduno solenne e l'investitura dei ‘cornuti’.

Ieri sera la fiaccolata per le strade del paese, con una buona risposta della popolazione, i giovani soprattutto, ma non solo. A turno, quattro portatori, in apertura di corteo, si sono alternati nel sorreggere il fantoccio di San Martino, fatto sfilare per le strade dai ‘cornuti’ con tanto di copricapo in stile vichingo a luci intermittenti accompagnandolo con canti popolari.

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festadeicornuti0Una kermesse chiaramente goliardica, discendente dall'antica usanza di svolgere fiere di bestiame, per lo più munito di corna, proprio durante la cosiddetta estate di San Martino, l’11 novembre. Si trattava del periodo in cui le mogli dei commercianti di animali, impegnati nei mercati, rimanevano a casa da sole potendo, quindi, tradire i congiunti. Proprio i mariti traditi venivano fatti oggetto di scherno da conoscenti, amici o addirittura dal responsabile dell'adulterio.

festadeicornuti3Ad allietare l’evento, in chiusura, l’immancabile stand gastronomico, dove sono state servite pennette, sangria e scorpelle. Da registrare, poi, la presenza in processione dei portatori di bandiera della ‘Venerabile congrega dei cornuti di Rionero Sannitico’, che ha contribuito alla riuscita della caratteristica manifestazione.

festadeicornuti6Una rivisitazione simpatica e ben riuscita, quella ideata dal dottor Vincenzo D’Amico (nella foto), giovane da sempre attivissimo per riportare in auge le antiche tradizioni di Rionero con originalità e ironia. “Il senso di questa manifestazione è che non c’è un senso – ha commentato scherzando – Paradossalmente, è una cosa nata come alternativa a una serata invernale in un paese di montagna, che sta diventando sempre più spesso un ritrovo per appassionati e per tutti coloro che vivono l’autoironia in maniera consapevole e che non hanno paura di mostrare pubblicamente le proprie corna”.

festadeicornuti5Alla fine del corteo, l’evento clou: il rogo del fantoccio di San Martino, che simboleggia – ha aggiunto D’Amico - quella che dovrebbe essere un po’ la filosofia di vita di tutti: per quanto le cose possano essere brutte, c’è sempre qualcosa di peggio. Quindi il povero San Martino, cornificato più volte, si lamenta delle sue corna finché finisce poi nel fuoco. E allora anche le corna diventano un problema totalmente relativo”. Al punto che D’Amico non teme affatto che il suo amato paese passi alla storia, grazie alla manifestazione, come il paese dei cornuti: “Sarebbe già importante. L’importante è parlarne, non importa se bene o male, purché se ne parli. Il motto di eventi del genere, sintetizzando, è andare avanti senza dimenticare di guardare indietro. Sia dal punto di vista storico-socio-culturale, sia dal punto di vista prettamente salutistico. E umano soprattutto”. A buon intenditor..