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Comune, slitta il Consiglio per motivi tecnici

Ugo De Vivo

Il Consiglio comunale non sarà convocato per il prossimo 24 novembre. Mancano, infatti, le condizioni tecniche perché l’assise possa tornare a insediarsi. Lo sostiene il sindaco Ugo De Vivo in persona, chiarendo una serie di aspetti relativi all’ingarbugliata situazione giuridico-amministrativo sorta dopo la sentenza del Tar Molise che gli ha riconsegnato la fascia tricolore, annullando l’efficacia delle dimissioni di massa di 17 consiglieri di centrodestra. E’ proprio il verdetto dei giudici amministrativi, il problema: perché lo stesso non sarebbe stato ancora notificato presso la prefettura di Isernia, se non a mezzo fax. Dunque, in attesa che la notifica avvenga nelle mani del prefetto Filippo Piritore, De Vivo non sarebbe ancora regolarmente tornato in carica a pieno titolo. Non a caso, in questi giorni in Comune è ancora presente il subcommissario Giovanna Lombardi, che ha perfino approvato il bilancio di previsione 2012. Una volta rimosso il commissario e tornato nel pieno delle funzioni il sindaco, lo stesso avrà 10 giorni di tempo per convocare il Consiglio. Dunque, certamente passerà qualche altro giorno prima che De Vivo passi all’azione. Sull’impossibilità tecnica di convocare il consesso, tuttavia, arriva un’indicazione di senso contrario dall’Ufficio di governo. Come riferisce l’agenzia Ansa, infatti, “nulla osta all’insediamento del Consiglio, perché fa fede la sentenza del Tar”. Eppure, qualcosa non torna. Perché sempre De Vivo dichiara che il ricorso del ministero dell’Interno contro la sentenza del Tar a lui favorevole non è stato ancora notificato al Consiglio di Stato. Il motivo: il sindaco non lo dice, ma la conseguenza è logica. Come si fa a impugnare una sentenza se la stessa non è stata ancora notificata presso le sedi competenti? Dunque, per i consiglieri comunali, toccherà avere ancora qualche giorno di pazienza. Anche se qualcuno, come Giovancarmine Mancini, minaccia addirittura di presentare già domani una diffida contro il primo cittadino perché, non convocando l’assise, gli impedisce di fatto di esercitare il ruolo di consigliere. Iniziative estemporanee e dichiarazioni contraddittorie a parte, quel che è certo è che De Vivo, in questi giorni, avrà tempo ulteriore per considerare il da farsi. Per decidere definitivamente se, ipotesi per ora più accreditata, convocare i consiglieri supplenti (ovvero i 17 primi dei non eletti, che non avranno diritto di voto in prima convocazione ma manterranno il numero legale ai fini della procedura di convalida e del corretto insediamento del Consiglio, escamotage questo che permetterebbe, in seconda convocazione, di procedere alle eventuali surroghe) o, in alternativa, i 17 dimissionari. Quest’ultima ipotesi, in caso di mancata surroga di nessuno dei tre potenziali ineleggibili (Gianni Fantozzi e Rosa Iorio del Pdl, Giancarlo Chiacchiari di Alleanza per il Molise), potrebbe comportare l’automatico scioglimento dell’assise una volta effettuata la convalida degli eletti. Una trappola insita nella sentenza stessa, secondo alcune autorevoli interpretazioni.

Pubblicato alle ore 18:27:55

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