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Rosa Iorio ineleggibile: è giallo sulla cessazione dalla carica

Rosa Iorio

Adirà il tribunale ordinario, se sarà fuori dai giochi. E, “una volta ottenuta giustizia”, dice con orgoglio, potrebbe anche pensare “di dimettermi, di stare lontana da un certo modo aggressivo di fare politica. Ma lo farei con la soddisfazione di aver dimostrato le mie ragioni”. Il day-after di Rosa Iorio, direttore del distretto sanitario di Isernia e consigliere comunale del Pdl, è nel segno della risolutezza. Quattro franchi tiratori del centrodestra, la coalizione che l’ha candidata a sindaco di Isernia, hanno favorito l’apertura della procedura di ineleggibilità nei suoi confronti. Ma lei non teme nulla e nessuno. Perché la legge, spiega, è chiarissima al riguardo: non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale, come recita l’articolo 60, comma 1, capo 9 del Testo unico degli enti locali, “il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere”. Come si vede, la figura di direttore di distretto non è contemplata. “E non potrebbe essere altrimenti – argomenta la dottoressa Iorio – perché quella determinata figura non ha poteri di negoziazione e di spesa, risultando all’interno di un’unità operativa”. La legge, dunque, sarebbe dalla sua parte. Ma la questione della presunta ineleggibilità è soprattutto politica. La Iorio non lo dice, ma dal tono di voce non sembra voglia farla passare liscia ai ‘traditori’. Non per un proposito di rivalsa o vendetta, ma per una questione di rispetto delle regole democratiche. Se necessario andrà avanti, fino in fondo. Anche se la candidata sindaco si dice convinta che in Consiglio non si procederà con la decadenza, una volta formulate le osservazioni nel termine di dieci giorni. Dunque, il ricorso in tribunale potrebbe non essere affatto necessario. Tuttavia, sulla questione, una parte del centrosinistra sembra pensarla diversamente. Perché dalla lettura del disposto combinato degli articoli 41, 45, 60 e 69 del Tuel, parrebbe che la cessazione dalla carica del consigliere ineleggibile sia immediatamente esecutiva. In particolare, l’amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità. Mentre l’eventuale ineleggibilità per Rosa Iorio sarebbe preesistente. In tal caso, la sorella del governatore sarebbe già fuori causa, non potendo partecipare ad alcun’altra fase dei lavori del Consiglio comunale. Se fosse vero, la prossima riunione dell’assise sarebbe orfana dell’ex assessore ai Lavori Pubblici, che direttore del distretto lo era già nel 2007, quando fu eletta per la prima volta e nessuno si sognò di sollevare questioni di ineleggibilità. Al suo posto, dunque, bisognerebbe convocare l’ex vicesindaco Celestino Voria e procedere alla surroga. Ammesso che anch’egli non sia stufo di un certo modo di fare politica e decida di starne fuori.

Pubblicato alle ore 1:13:49 

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