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Sfide, congelato il contratto a Di Lucente: scoppia il caso 'sfiducia mascherata'

Il direttore generale di Sfide, Andrea Di Lucente

Congelato. Il direttore generale di Sfide, Andrea Di Lucente, da stamani è confinato in un limbo giuridico che, di fatto, lo destituisce dal suo incarico. La notizia trapela a margine del Consiglio d’amministrazione di stamani dell’Agenzia,  avente all’ordine del giorno la proroga dei contratti dei 21 precari in scadenza. Come anticipato ieri dal presidente della Provincia Luigi Mazzuto (che è anche presidente del Cda di Sfide), sono state trovate risorse per andare avanti fino al 31 dicembre. Dopo quella data, verrà chiesto alla Regione di intervenire, affidando progetti specifici all’Agenzia. Tutto liscio come l’olio, dunque? Neanche per sogno. Perché i fondi reperiti finora, a quanto pare, sarebbero inferiori alle aspettative: circa 20mila euro, in luogo dei 30mila annunciati in precedenza. Ovvero, il de minimis per coprire le spese dei 21 lavoratori di Sfide. Ecco allora la sorpresa. Mazzuto, senza la necessaria copertura finanziaria, ha proposto di congelare – almeno fino al 31 dicembre – il contratto del direttore generale, che percepisce un’indennità di 2mila euro lordi al mese. O meglio, che dovrebbe percepire: Di Lucente, infatti, vanta un credito di 56mila euro nei confronti dell’Agenzia, che da oltre due anni non lo paga. La scelta del presidente di via Berta, in teoria, sarebbe anche di quelle responsabili. Perché la Regione, come ha fatto notare più di qualcuno tra i membri del Cda, non ha dato alcuna garanzia di rifinanziare i progetti dell’Agenzia provinciale. Di conseguenza, non esistono certezze neanche per lo stipendio del direttore generale. Il quale, tuttavia, sull’accaduto non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi solo a dire che “il congelamento non è un istituto contemplato dalla giurisprudenza”. Di Lucente, insomma, è stato costretto ad accettare una sorta di ‘sfiducia pilotata’, in attesa di tempi migliori. Che potrebbero tuttavia non arrivare. Al suo posto, al momento, la direzione di Sfide è stata affidata alla dottoressa Eugenia Ferrari, funzionario dell’ente provinciale che, come tale, è a costo zero per l’Agenzia. Ma gli strascichi politici sul caso, siamo certi, non mancheranno. Com’è noto, Di Lucente – che non ha mai nascosto la vicinanza politica con l’ex presidente della Provincia Raffaele Mauro – è stato eletto nelle file di Provincia Protagonista, la lista di Mazzuto alle Amministrative 2009. Nominato in Giunta, fu fatto fuori per fare posto a Filomena Calenda, assessore esterno, nel rispetto della sentenza del Tar che imponeva a Mazzuto di avere almeno una quota rosa nell’esecutivo.  Per  compensarlo dell’estromissione, gli fu affidata la direzione generale dell’Agenzia. Ma l’amicizia di Di Lucente con Mauro sarebbe sempre stata vissuta con insofferenza, da Mazzuto. Non a caso, il cosiddetto gruppo di riferimento dell’ex numero uno di via Berta è stato per mesi l’autentica spina nel fianco dell’amministrazione di centrodestra. Senza contare la rottura consumatasi alle scorse Comunali, con Mauro candidato sindaco ‘contro’ Rosa Iorio, la cui candidatura fu ovviamente ‘benedetta’ dal coordinatore provinciale del Pdl (ancora Mazzuto). I rapporti tra quest’ultimo e Di Lucente, dunque, nel tempo sono andati ulteriormente deteriorandosi. Più volte, nel corso di varie riunioni del Cda, sarebbe stata sfiorata la rottura, anche a causa degli appetititi dei vari malpancisti del Pdl che puntavano alla poltrona di Di Lucente. Ma Il direttore è legato all’Agenzia che funge da struttura tecnica da un contratto di diritto privato, che non può essere revocato fino a scadenza, ovvero fino al 2014. Pertanto, è in una botte di ferro. Anche se cadesse l’amministrazione provinciale. La stessa situazione giuridica vale per Mazzuto. In caso di fine anticipata, anch’egli resterebbe alla guida dell’Agenzia in house della Provincia. Ma questa è un’altra storia. Perché Di Lucente, da oggi, è stato messo ai margini, per la seconda volta dal 2009, con un provvedimento che ha tutto il sapore di essere contra personam. Sul punto, tuttavia, Mazzuto non fa certo un dramma. Anzi, smentisce ogni contrasto di natura politica e motiva la decisione con la necessità di contenere i costi in un momento difficile. “Di Lucente – svela infatti il presidente della Provincia – per la scarsità dei fondi disponibili voleva addirittura dimettersi. Ma quella del congelamento è una soluzione alternativa, una soluzione ponte dettata dalla responsabilità e dalla contingenza. Nei suoi confronti, nessuna ‘ghigliottina’. Se arriveranno i finanziamenti dalla Regione, andremo avanti”. Ma in caso contrario?

Pubblicato alle ore 17:52:56 

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