HomeNotizieCRONACAInfermieri precari, monta ancora la protesta contro la politica inerte

Infermieri precari, monta ancora la protesta contro la politica inerte

Gli infermieri precari in protesta

“Un silenzio omertoso e colpevole”. Così il coordinamento degli infermieri professionali precari della provincia di Isernia definisce l’atteggiamento della classe politica, “rea di aver finora dimostrato la più totale indifferenza verso la problematica sollevata da oltre 300 professionisti che, malgrado abbiano assicurato l’operatività nelle strutture pubbliche molisane, adesso si ritrovano disoccupati. Dopo essersi limitati ad esprimere solidarietà – continua il Coordinamento – e solo dopo che abbiamo chiesto fatti concreti e non semplici promesse pre-elettorali, ecco calato nuovamente il silenzio della classe politica che ha sfruttato il precariato degli infermieri solo per farsi campagna elettorale. Di contro, si è appreso che il piano di rientro ha bloccato il turnover. Questo, però, è inesatto perché i trecento infermieri che hanno lavorato diversi anni per l’ASREM, con contratti a tempo determinato, acquisendo esperienza e professionalità, punteggi più alti nella graduatoria stilata a seguito dell’Avviso Pubblico per titoli del 2010, sono stati sostituiti da colleghi che hanno punteggi inferiori. Certo, tutti devono poter lavorare, ma non a scapito di chi, per anni ha ricoperto quel ruolo che ora gli è stato portato via per motivazioni che non reggono, avverso le quali è stata intentata azione legale i cui esiti si vedranno nelle prossime settimane”. I precari, poi, si pongono alcune domande. “Quali sono le ragioni che hanno spinto i vertici dell’ASREM a intraprendere la strada dello scorrimento della graduatoria? Perché la politica ha avallato tale scelta? Perché il nostro Collegio professionale ha taciuto sul problema del precariato? Cosi come se lo è chiesto il presidente Iorio recentemente, anche noi ci chiediamo: chi ci ha guadagnato in tutto ciò? Certo non lo hanno fatto i trecento infermieri precari molisani che adesso hanno perso il lavoro. Nei giorni scorsi, inoltre, abbiamo appreso, senza esserne sorpresi, dell’inizio di una guerra che ci vedrebbe contrapposti agli infermieri che vorrebbero rientrare a lavorare in Molise e noi precari rimasti invece in regione. Nessuna guerra con i colleghi – tengono a precisare – ma la certezza che il lavoro che abbiamo ricoperto per anni non siamo disposti a cederlo a nessuno, e lo difenderemo con ogni mezzo. Molte delle nostre famiglie vivevano con quel solo stipendio ed ora non sanno come tirare avanti. Una classe politica – accusano poi – che non ha saputo risolvere questo nostro problema non è dignitosa, ancor meno lo è quando cerca di strumentalizzare la problematica solo per fini elettorali. Ebbene, si sappia che non siamo più disposti a farci prendere in giro e nessun precario è più propenso a farsi strumentalizzare. La giustizia, spesso indicata come lenta e farraginosa – concludono i precari – questa volta sarà più veloce della politica e siamo certi ci restituirà ciò che ci è stato ingiustamente tolto”.

Pubblicato alle ore 10:08:14 

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