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Testa chiama, Furioso risponde: prima adesione al 'patto generazionale'

Antonio Furioso
Antonio Furioso

ISERNIA. Il primo invito è stato già accettato: Antonio Furioso, consigliere comunale eletto nelle file di Progetto Molise, sottoscrive il ‘patto generazionale’ di Stefano Testa, esponente del Pdl a Palazzo San Francesco. Quest’ultimo, dalle colonne di ‘Isernianews’, aveva lanciato l’idea di favorire il ricambio della classe dirigente e l’avvicinamento di tutti i cittadini alla politica attiva, ma senza per questo mandare in soffitta i partiti. Un impegno per il bene comune, quello auspicato da Testa, rivolto a tutti i consiglieri uscenti, di ogni colore politico. L’iniziativa, dopo pochi giorni, ha già fatto uscire allo scoperto un primo interessato. Furioso, nella sua manifestazione d’interesse al progetto, spiega come il patto generazionale “abbia in nuce tutti gli elementi di una politica del fare che, superando gli schematismi ideologici, sia in grado di elaborare strategie capaci di coinvolgere tutte le forze politiche moderate, affinché all’unisono tutti partecipino concretamente alla risoluzione dei problemi secondo quei principi ispiratori del sistema maggioritario che fanno riferimento ai sistemi delle democrazie americane e anglosassoni”.­ A detta di Furioso, infatti, le parole di Stefano Testa, “per chi ha sempre seguito le vicende politico-amministrative della nostra città fino ad impegnarsi in prima persona nell’ultima tornata elettorale, suonano come un monito di cui non si può non tener conto”. La politica, intesa come servizio alla collettività, “al di là delle dichiarazioni di principio dev’essere veramente capace di elaborare tutte quelle azioni che ridiano una spinta reale alla risoluzione dei problemi”. Solo in questo modo la politica e i politici potranno “riappropriarsi di quella dose di credibilità dalla quale scaturisce il consenso e, quindi, la capacità di guardare al futuro con fiducia verso le istituzioni e verso coloro che rappresentano le istituzioni stesse”. Per realizzare quanto immaginato nei principi ispiratori del patto generazionale, tuttavia, “vi è la necessità – afferma Furioso – che la politica si rigeneri anche con la presenza e, quindi, la responsabilità, di elementi che apportino quelle novità culturali, ideali, operative che sicuramente non possono scaturire da chi ha amministrato per troppi anni. Questo non vuol dire che occorre rottamare tutto e tutti, ma che occorre continuare a tenere nella dovuta considerazione coloro che hanno esperienza e qualità, ai quali va dato il ruolo di ‘consiglieri’ da affiancare a coloro che andranno ad amministrare”. Il ruolo dei protagonisti, par di capire, bisogna che sia però assegnato ad altri. Del resto, “l’ultima consultazione elettorale ha comportato l’elezione di un numero di consiglieri comunali di nuova nomina, me compreso, che all’interno del centro-destra esprimevano la maggioranza assoluta. Ebbene – continua Furioso – l’esigenza di rinnovamento della rappresentanza politica espressa da tale risultato deve essere obbligatoriamente riportata da ognuno di noi all’interno dei singoli partiti di appartenenza e della coalizione intera. Queste – conclude – sono le motivazioni che mi spingono ad aderire con convinzione al patto generazionale di cui si è reso promotore Stefano Testa, e sono certo che la condivisione delle medesime motivazioni spingerà molti altri, consiglieri e non, ad accogliere tale proposta”.

Pubblicato alle ore 19:14:45 

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