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Patto generazionale, l'ok di Matticoli

Mike Matticoli (Udc)
Mike Matticoli (Udc)

Mike Matticoli, primo eletto dell’Udc all’ultima tornata elettorale al Comune di Isernia sposa in pieno l’idea lanciata dall’ex consigliere Stefano Testa e subito condivisa dal collega Antonio Furioso. “La cittadinanza isernina – spiega Matticoli – è stata fin troppo chiara, bocciando quasi tutti gli esponenti della vecchia politica e con essi il vecchio modo di pensarla”. Dunque, largo ai giovani (11 su 21 nel solo centrodestra, 4 su 8 nella coalizione di centrosinistra); largo a quanti “vogliono mettere le proprie esperienze, le proprie competenze, le proprie idee ma soprattutto il proprio impegno al servizio della città intera. Oggi come non mai occorre svoltare, ma svoltare in maniera netta. Il periodo di crisi che ci sta attanagliando, impone una profonda riflessione su quanto fatto negli ultimi vent’anni.

Stefano Testa
Stefano Testa

Non al fine di buttar via tutto, anzi allo scopo di valorizzare quanto di buono  è stato fatto che, unito a idee fresche, competenze nuove e soprattutto tanta voglia di fare, possa contribuire a costruire il futuro della città. Di qui l’idea di un patto che vada oltre i partiti, ma senza mandarli in pensione”. “Sono e resto un esponente dell’Udc – chiarisce Matticoli – ma voglio lavorare con chi, come me, condivide determinate idee, prescindendo dal colore politico o ideali che oggi devono essere necessariamente superati, altrimenti sarebbe difficile oltrepassare il guado in cui ci troviamo”. E allora bando ai tatticismi e agli schemi precostituiti. “Le differenze di veduta – ancora l’avvocato – alle volte sfociate in accese discussioni tra i 21 eletti del centrodestra erano evidenti, fin dalle prime riunioni e soprattutto fin da quando fu presa la difficile e sofferta decisione di rassegnare le dimissioni, che provocarono lo scioglimento del Consiglio comunale neo eletto”. “Ora – spiega ancora il giovane avvocato isernino – non sto prendendo le distanze da quella decisione: ho sottoscritto dinanzi ad un notaio un documento di mio pugno e me ne assumo appieno le responsabilità. Posso però dire con ragionevole certezza che quest’anno di interregno, prodigo purtroppo di sacrifici per la città intera, in particolare per tutti i cittadini che, per vari motivi, sono stati danneggiati da un commissariamento poi dimostratosi disastroso ben oltre ogni più grigia previsione, fosse necessario, per indurre tutti quelli come me, che non hanno legami forti con la vecchia politica a dare vita ad un nuovo ciclo, un ciclo che consenta ai cittadini di guardare ancora coloro che esercitano la politica con fiducia, tornando a considerali come dei punti di riferimento per la soluzione dei problemi della collettività”.

Antonio Furioso
Antonio Furioso

“Dal canto loro i politici devono prendere atto – conclude Matticoli – che prima di essere tali, sono amministratori, ma amministratori non di una cosa propria ma di una cosa altrui, una cosa di tutti, essi sono rappresentanti di una intera cittadinanza e, pur non avendo un vincolo formale di mandato, devono garantire un vincolo sostanziale con la città e ogni singolo cittadino: il loro agire deve essere dunque mosso nell’interesse supremo ed esclusivo della cittadinanza”.

Pubblicato alle ore 13:55:17 

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