HomeSenza categoriaCostruire democrazia: "Crisi Ittierre, colpevoli Bianchi e la politica"

Costruire democrazia: "Crisi Ittierre, colpevoli Bianchi e la politica"

Patrizia Avicolli ed Ennio Mazzocco
Patrizia Avicolli ed Ennio Mazzocco

ISERNIA. Precise responsabilità della politica, ma anche dell’imprenditore. Questa la verità di Ennio Mazzocco e Patrizia Avicolli, candidati alle Regionali nelle file di Costruire Democrazia, sulla questione Ittierre. Nel corso di una conferenza stampa, stamani, l’avvocato amministrativista non ha esitato a definire “Bianchi un imprenditore poco credibile, agevolato nell’acquisto di Ittierre grazie alla fidejussione da 12 milioni di euro garantita dalla Regione Molise. Ci risulta – incalza Mazzocco – che fosse a capo di un’azienda, a Como, con un fatturato sicuramente meno rilevante rispetto a quello di Ittierre. Per questa sua mancanza d’esperienza, le azioni da lui portate avanti consistono soltanto nel chiedere soldi alla politica per sopravvivere. Adesso, infatti, cerca l’appoggio di Frattura, forse credendo che sarà lui il suo nuovo interlocutore, ma fa i conti senza l’oste. Non sarà lui a vincere”. Politica a parte, però, il candidato consigliere regionale nella circoscrizione isernina ritiene “che dei lavoratori a queste persone non interessi nulla, tanto è vero che Frattura sembra aver accettato le proposte di Bianchi inerenti al contratto di sviluppo. Insomma, non sta facendo altro che quello che ha caratterizzato l’operato di Iorio, in continuità e contiguità con quel vecchio sistema. Con lui, inutile illudersi, la Regione verrà governata con gli stessi metodi. Lo dimostra il listino: nel nostro ci sono i cassintegrati Ittierre, nel suo i condannati e altri personaggi che si muovono nelle segrete stanze della politica”. Ma Mazzocco ne ha anche per il Pd e il segretario regionale Danilo Leva: “Quando afferma che i problemi dell’Ittierre derivano dalle politiche disastrose di Iorio, dimentica che nella sua coalizione ci sono molti corresponsabili di quel disastro. Basta prendere in giro gente e lavoratori, nulla è stato fatto in Consiglio regionale per risolvere la crisi occupazionale. Leva – continua – dimentica anche di dire che il Pd ha sostenuto il Governo Monti, il quale ha acuito la crisi con la sua politica economica fatta sulla pelle dei ceti deboli e incidendo su pensioni, stipendi, rinnovi contrattuali, ecc”. Quale la proposta di Costruire democrazia sull’Ittierre, allora? Presto detto: “Il pubblico due uscire fuori da queste sacche, non deve intervenire a sostegno degli imprenditori – conclude Mazzocco – che devono avere disponibilità concrete di capitali e quindi di poter camminare con le proprie gambe. La Regione, a nostro avviso, può  farsi carico di situazioni particolarmente rilevanti, ma deve esserci un piano industriale serio alla base. Inoltre, se si interviene, non si devono solo riparare i guasti ma dividere anche gli utili partecipando all’azionariato”. Secco il commento della Avicolli, per 26 anni all’interno dell’azienda di Pettoranello e oggi in cassa integrazione: “Quest’imprenditore non è mai stato all’altezza, fin dall’inizio, di portare avanti il colosso Ittierre. La Regione avrebbe potuto sostenere direttamente i lavoratori, molti dei quali possono vantare un’esperienza pluriennale. Bastava costituire una cooperativa e poi restituire i contributi pubblici man mano, nel corso del tempo, appena il lavoro fosse aumentato. Bianchi ha acquisito nuovi marchi, è vero, ma poco vendibili e non adatti ai redditi della maggior parte della popolazione. Le prime linee, con la crisi, non rendono come lui si aspettava. E’ normale, i costi sono molto più alti. Tuttavia, non posso esimersi dal dire che ci sentiamo abbandonati anche dalla politica – chiosa – dopo il periodo elettorale del 2011 nessuno ha più ascoltato né i lavoratori esclusi, né tantomeno i riconfermati in azienda”.

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