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Patto per il lavoro e il sociale: 12mila posti di lavoro in tre anni

Angelo Michele Iorio
Angelo Michele Iorio

CAMPOBASSO. Michele Iorio svela le sue carte vincenti.Stamani la presentazione del Patto per il lavoro e il sociale rivolto ai cittadini molisani: un’intesa che riguarda il presente e il futuro dei giovani, delle famiglie, delle imprese e di chi vive situazioni di fragilità economica e sociale. Il presidente della Regione uscente, numeri e dati alla mano, ha spiegato come intende operare per uscire dalla crisi e ricominciare a crescere. “La nostra azione di governo regionale ha consentito di salvaguardare i livelli occupazionali di aziende importanti della nostra Regione preservando circa 3 mila posti di lavoro – ha ricordato con orgoglio – ma anche  di continuare a dare fiducia all’impresa, ai giovani e alle buone idee,  nonostante la stretta creditizia del sistema finanziario, creando nuova ‘occupazione autonoma’ con la nascita di mille nuove imprese e la realizzazione di 3 mila posti di lavoro prevalentemente rivolti ai giovani e all’occupazione femminile (anche grazie all’utilizzo di strumenti come Sviluppo Italia Molise)”. Il Patto per il Lavoro di Iorio, quindi, “non nasce adesso. E sottende un sogno: far diventare il Molise, in tre anni, la regione più dinamica e attraente d’Italia”. Vediamo come.

 Obiettivo lavoro: quota 12 mila nuovi posti

“Per invertire il piano inclinato su cui ci ha collocato la crisi – ha spiegato Iorio – occorrono circa 2,7 miliardi di euro da immettere nel nostro sistema economico. Ciò consentirà di stabilizzare i livelli occupazionali attuali e immettere nuove quote, facendo crescere il tasso di occupazione di quasi 3 punti in tre anni e riducendo il tasso di disoccupazione dall’11,2 per cento attuale al 7,3 per centocon la creazione di oltre 12 mila nuovi posti di lavoro, una parte dei quali destinati a compensare i flussi in uscita determinati dal naturale esaurimento del ciclo produttivo di alcune attività”.

 Investimenti, ma senza gravare sul debito.

“Per avere un impatto sufficientemente forte sul sistema economico della nostra regione, tale da invertire le dinamiche recessive, abbiamo bisogno d’investimenti per circa 1,6 miliardi di euro”, ha continuato il governatore. Ma come dare copertura al Piano senza intaccare le ordinarie poste del bilancio regionale? Presto detto: 1,100 miliardi di euro deriveranno da investimenti per la realizzazione della rete autostradale tra San Vittore e Campobasso, già programmati e attivati; 250 milioni di euro saranno invece attivati direttamente dalla Regione, attraverso la messa in garanzia e la valorizzazione di parte del proprio patrimonio immobiliare, ossia 210 milioni di euro saranno conferiti ‘a garanzia’ (rimanendo, quindi, di proprietà della Regione) in un fondo di ‘finance equity’ che, con gli attuali indicatori di mercato, svilupperà una leva pari a 840 milioni di euro aggiuntivi; 40 milioni di euro deriveranno, poi, dalla cessione del patrimonio. Si tratta, di asset non strategici, la cui gestione rappresenta un onere a carico della collettività, anziché un valore. Trenta milioni di euro, ancora, saranno generati dall’adeguamento tariffario relativo alla vendita dell’acqua alla Campania (già in via di definizione il nuovo accordo che prevede tali nuoveentrate in tre anni); 10 milioni di euro deriveranno dall’attivazione dei fondi della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) nel settore turistico. Quindici milioni di euro, infine, deriveranno dal maggior gettito dovuto alla crescita del Pil regionale.

 Iorio, a questo punto, ha chiarito come saranno impiegate tali risorse per attuare il Patto per il lavoro e il sociale: 1,100 miliardi di euro della Termoli-San Vittore saranno in grado di esercitare una leva economica efinanziaria di straordinaria forza, tale da produrre effetti di stabilizzazione per circa 4milaposti di lavoro (che altrimenti rischiavano di andare persi), generandone circa nuovi 1.300, di cui solo una parte direttamente impegnata nella realizzazione

dell’infrastruttura. La maggior quota di lavoro deriverà, infatti, dalla stimolazione dell’indotto

che aumenterà il suo fabbisogno di oltre mille unità. Quanto al fondo di ‘finance equity’ – pari a 1,050 miliardi di euro – darà vita a tre linee di finanziamento: la creazione di nuovi posti di lavoro (per 400 milioni di euro) attraverso il finanziamento di start-up individuali e la costituzione di nuove imprese; la costituzione di un fondo salva-imprese (per altrettanti 400 milioni di euro) e di sostegno delle attività agricole, artigianali, commerciali e dei servizi; infine, la costituzione di un fondo per l’innovazione, la ricerca e sviluppo (per 250 milioni di euro) rivolto in particolare alle imprese operanti nel campo della biotecnologie, dell’energia rinnovabile e hi-tech che assumeranno almeno 5 giovani laureati molisani.

 Trenta milioni di euro saranno destinati alla rioccupazione dei disoccupati di lunga durata. Nel caso specifico la regione si farà carico dello stipendio d’ingresso per un anno di circa 1.200 persone ultra trentenni, disoccupate da oltre 3 anni, a favore di aziende che assumeranno gli stessi soggetti a tempo indeterminato.

Trenta milioni di euro serviranno per il miglioramento del sistema di protezione sociale (per tre anni) per attivare forme d’integrazione al reddito, al miglioramento delle prestazioni sociali, alla realizzazione di nuove infrastrutture destinate all’assistenza all’infanzia, agli anziani e a quella sociosanitaria.

Venticinque milioni di euro saranno destinati alla riduzione dell’Irap nei piccoli Comuni e all’azzeramento della quota relativa ai nuovi assunti per tutte le aziende.

Dieci milioni di euro saranno destinati al settore turistico, attivando i fondi Bei, sui quali la regione si farà garante nei confronti dell’Europa, permettendo ai privati che intendano investire nel miglioramento dell’offerta turistica della regione, di accedere a tassi particolarmente vantaggiosi.

Tutto questo avrà effetti sia sul piano della stabilizzazione dei livelli occupazionali oggi a rischio (circa 14mila i lavoratori interessati), sia su quella della creazione di nuovi posti di lavoro (oltre 12 mila i nuovi occupati previsti).

“L’effetto – ha concluso Iorio – sarà una crescita dell’occupazione, una diminuzione del tasso di disoccupazione (di quattro punti rispetto alla media nazionale), una crescita del Pil (+4,2 per cento in tre anni) e un aumento dei consumi (+14,1 per cento nello stesso periodo)”.

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