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L'alto Molise sceglie Frattura, ma resta all'asciutto

Foto archivio
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ISERNIA. L’alto Molise dà, ma non riceve. E come Isernia, resta all’asciutto. Il baricentro politico provinciale, infatti, si è spostato di forza verso il territorio venafrano con Cotugno e Scarabeo che hanno asfaltato i colleghi di partito. A loro toccherà l’onere di  fare gli interessi delle zone contigue. Quello scranno che un tempo apparteneva a Franco Giorgio Marinelli (candidato al Senato e rimasto fuori dai palazzi), ora non ha più un rappresentante. Ed è proprio da Agnone, paese di Marinelli, che arriva il campanello d’allarme: nonostante la vittoria di Frattura con il 43,24% (7 punti percentuali in meno rispetto al 2011), il Pd primo partito (14,33%) e la caduta a picco di Iorio, fermo al 22,59% (24 punti percentuali in meno del 2011), il Comune altomolisano non è riuscito a mandare in Consiglio nemmeno un rappresentante. I risultati mostrano, inoltre, che il partito più votato è stato il M5S, con il grillino Andrea Greco, guarda caso agnonese, al quale sono andati ben 327 preferenze. La differenza nel voto disgiunto nelle due coalizioni rende giustizia all’incertezza dell’elettorato nel credere o scegliere il binomio presidente/consigliere. Insomma, si vota il candidato consigliere, si sceglie l’altro presidente. Il Movimento del comico genovese ringrazia. Stessa cosa si è verificata a Chiauci dove Frattura ha raccolto il 31,32% a differenza della coalizione del centrosinistra, ferma a 41,22%. La differenza di 10 punti percentuali  chiarisce la scelta disgiunta nel piccolo Comune che ha decretato il M5S come primo partito. A Capracotta, altro rinomato centro turistico dell’Alto Molise, Frattura si è imposto con 298 voti (54,57%) sui 162 (29,67%) di Iorio: hanno perso circa sei punti percentuali il primo, nove l’altro rispetto alle elezioni del 2011. Anche qui il voto disgiunto è stato il vero il protagonista. Drastica la diminuzione delle preferenze per i candidati presidenti a Frosolone, rispetto alle elezioni di novembr 2011, poi annullate: l’importante centro matesino pare abbia affilato le famose lame e una volta affondate, a vedere i dati, pare siano state anche rigirate nella ferita. Infatti, Frattura in questo anno e mezzo ha perso otto punti percentuali in termini di consensi. Iorio, in caduta libera, ha perso 15 punti percentuali. Una debacle generale. Il Pd si salva attestandosi come primo partito (21,08%) seguito da M5S (11,88%). Qui, gli uomini più vicini all’ex governatore non sono riusciti a fare molto, considerando che l’amministrazione frosolonese appartiene al centrodestra. Altra batosta “disgiunta” a Carovilli. Soprattutto per Iorio. Nel paese di Ulisse Di Giacomo, la coalizione di centrodestra ha registrato 247 voti (36,21%), mentre il governatore uscente 239 (28,86%). Differenziale importante che sta a significare il malcontento nei confronti di Michele Iorio. Dati che lasciano pensare. Dove, invece, è arrivata una boccata d’ossigeno all’armata ioriana è a Sant’Angelo del Pesco. Il paese ai confini dell’Abruzzo ha elevato l’ex chirurgo al 57,02% per un totale di 142 preferenze, merito anche del vicesindaco e candidato consigliere Florindo di Lucente (1.128 voti totali). Questo almeno all’apparenza: differenza di nove punti circa con la propria coalizione (68,96%), che ha stracciato il centrosinistra, fermo al 21,55%. Nonostante il 26,90%, Frattura nel paragone con i “suoi” ha beneficiato del voto disgiunto. Altre ‘soddisfazioni’, Iorio le ha conquistate a Pietrabbondante e Castelverrino: nel primo, Michele Iorio ha addirittura guadagnato consensi rispetto al 2011 (più 6 punti percentuali); nel secondo, invece, ha perso un punto percentuale rispetto alle elezioni annullate (63,63 nel 2013; 64,13 nel 2011). Sicuramente la mancanza del Pdl nella provincia di Isernia ha dato un forte handicap alla coalizione di centrodestra, e la scelta di alcuni uomini di tentare la strada per la Camera o per il Senato ha sfavorito una nuova affermazione della continuità della governance. Al di là dei risultati, la rappresentanza pari a zero di alcune zone strategiche per sviluppo e turismo in regione, provocherà il certo risentimento della popolazione. Sarà per scelte sbagliate, o per mancanza di programmazione, ma la provincia di Isernia, tutta, sarà protetta da due consiglieri venafrani.

Donato Giannini

 

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