HomeNotizieCRONACATangenti, Albano non demorde: probabile ricorso in Cassazione

Tangenti, Albano non demorde: probabile ricorso in Cassazione

La conferenza stampa del procuratore Albano con le Fiamme Gialle
Il procuratore Albano con le Fiamme Gialle

ISERNIA. Prende piede l’ipotesi del ricorso in Cassazione da parte della procura di Isernia. Ci starebbe pensando, Paolo Albano, procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Isernia, contro la decisione del tribunale del Riesame di Campobasso che ha negato l’arresto nei confronti dell’ex sindaco di Pizzone, Michele Cozzone. Quest’ultimo, presunto corrotto, è indagato, insieme all’imprenditore Giovanni Farrocco – asserito corruttore –  nell’ambito dell’inchiesta ‘Aurora’ della Guardia di Finanza con le accuse di corruzione ed evasione fiscale. Il tribunale delle Libertà si è pronunciato, dopo circa due mesi, accogliendo solo parzialmente l’appello della procura di Isernia e optando per gli arresti domiciliari nei confronti dell’ingegnere Farrocco, per il quale Albano temeva la reiterazione del reato. Una soddisfazione a metà, quindi, per il procuratore capo, che per la seconda volta non ha tuttavia ottenuto il provvedimento restrittivo della libertà personale per l’ex primo cittadino di Pizzone. La prima volta l’arresto era stato negato (per entrambi gli indagati) dal giudice per le indagini preliminari di Isernia, Maria Luisa Messa, la quale, tuttavia, aveva emesso un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili sia per Cozzone che per Farrocco. La misura è scaturita dalla scoperta da parte delle Fiamme Gialle di un presunto danno erariale nei confronti del Comune di Pizzone per 895mila euro provocato da appalti aggiudicati in modo asseritamente illecito, fatture emesse per operazioni inesistenti, nonché lavori di consolidamento dell’ammasso roccioso del centro abitato del Comune, giudicati dagli inquirenti “necessari ma non urgenti”. In questo quadro le sorti di Cozzone sono ancora in bilico. Sulla falsariga di quanto già avvenuto per il caso dell’arresto di Tonino Perna, occasione in cui, dopo la scarcerazione del noto imprenditore tessile, Albano andò fino in fondo presentando ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame, si presume che anche questa volta sarà tentata la strada della Suprema Corte.

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