
ISERNIA. La ‘banda degli imbianchini’ ha dichiarato la propria estraneità ai fatti dinanzi al giudice per le indagini preliminari, Maria Luisa Messa. Sottoposti agli interrogatori di garanzia, i presunti pusher, arrestati pochi giorni fa, nell’ambito dell’operazione antidroga ‘OverBid’, hanno negato di spacciare stupefacenti, ammettendo, tuttavia, di procurarsi droga per uso personale. Stando alle loro dichiarazioni, dunque, sarebbe in quanto ‘assuntori’ che i fratelli imbianchini di Carovilli, I.C e N.C si recavano spesso in Campania per procurarsi sostanze stupefacenti. Secondo i dettagli forniti dal Procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Isernia, Paolo Albano, invece, i due giovani si rifornivano, prima a Napoli e ultimamente nelle zone del casertano, acquistando ingenti quantitativi di cocaina ed eroina da introdurre su un mercato che toccava Isernia, l’Alto Molise e l’Alto Sangro. Sempre secondo la procura, i presunti spacciatori per i loro traffici si avvalevano della collaborazione delle rispettive compagne M.C e F.C. e di altri due ‘aiutanti’, A.M., di San Polo Matese e M.G., di Macchiagodena, tutti poco più che trentenni. La curiosità: stando a quanto dichiarato dagli inquirenti, i giovani erano riusciti ad eludere i controlli più di una volta nascondendo la ‘roba’ nelle parti intime. Oggi i fratelli si trovano nel carcere di Ponte San Leonardo e F.C, la compagna di uno dei due in quello di Chieti. Gli altri tre, invece, i collaboratori e la moglie di I.C, M.C sono ai domiciliari. I loro legali hanno già inoltrato le istanze di scarcerazione per “mancanza di prove”. L’avvocato dei coniugi arrestati, Vincenzo Berardi, ha chiesto in alternativa un’attenuazione della pena, in particolare per quanto riguarda M.C. in considerazione del suo stato di gravidanza. A pronunciarsi sulle richieste sarà il Gip.
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