HomeSenza categoriaProsegue il braccio di ferro tra Comune e Esattorie spa

Prosegue il braccio di ferro tra Comune e Esattorie spa

Palazzo San Francesco, sede del Comune di Isernia
Palazzo San Francesco, sede del Comune di Isernia

ISERNIA. Prima l’accusa da parte del commissario prefettizio del Comune, Vincenza Filippi: “Esattorie non versa soldi all’ente da circa dieci anni”. Poi la risposta della società di riscossione dei tributi, nella quale si precisava che il credito di 6 milioni di euro che il Comune vanta nei confronti di Esattorie sarebbe riferito a importi che la stessa dovrebbe anticipare per coprire i tributi non pagati dai cittadini. Evidenziando, quindi, che non si tratta di importi riscossi e non versati dalla società. Oggi la replica del Comune che rivela l’esistenza di una convenzione con la quale Esattorie spa “a precise scadenze si impegna a versare all’ente, indipendentemente da quanto effettivamente riscosso, le somme di cui risulta creditore”. Il debito della società – stando a quanto dichiarato dal Comune- dunque, coinciderebbe con queste somme venute “in scadenza” e diventate esigibili in base all’accordo esistente tra le parti. Da Palazzo San Francesco tengono a chiarire, inoltre, quanto segue: “Si soggiunge, ad onor del vero, che la questione è stata altresì esaminata dagli ispettori del Ministero dell’economia e delle finanze che, nel corso della loro attività ispettiva, espletata presso il Comune nel 2012, hanno accertato le stesse risultanze cui il Comune si sta conformando. Il concessionario, in ogni caso, non ha mai risposto ai tanti solleciti dell’ente se non genericamente con l’ultima comunicazione dai contenuti estremamente vaghi e non circostanziati, né tanto meno ha mai prodotto alcuna documentazione dimostrativa delle procedure esecutive espletate né degli eventuali casi di inesigibilità. Nonostante ciò, il Comune ha sempre tenuto una condotta caratterizzata dal rispetto dei principi di legalità, equilibrio e trasparenza, basti pensare ai numerosi incontri interlocutori – purtroppo infruttuosi – avviati prima dell’invio della lettera-diffida alla società, al fine di giungere a tentativi di mediazione e transazione con la medesima. Di quanto detto vi è idonea e comprovante documentazione”.

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