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Pd: Veneziale punta al congresso,obiettivo segreteria regionale

Carlo Veneziale
Carlo Veneziale

ISERNIA. Si è defilato silenziosamente.  Quasi di soppiatto. Carlo Veneziale, dirigente del Pd di Isernia, doveva essere il nome di punta del partito alle Primarie del centrosinistra. Invece, ha rinunciato un attimo prima della chiusura delle candidature. Lo ha fatto senza destare clamore. Ma domande e curiosità, quelle sì, ne ha suscitate parecchie. Non è stata fatta chiarezza sul motivo che abbia spinto il noto assicuratore isernino a fare il fatidico passo indietro. Tuttavia, alla presentazione delle candidature alle Primarie, Veneziale la sua comparsa l’ha fatta. Ha depositato la documentazione per l’amico Luigi Brasiello, rendendo così naturale il passaggio del testimone. Ma per Veneziale, chiusa la porta delle Primarie, potrebbe aprirsi un altro portone. Nel prossimo autunno, infatti, tra ottobre e novembre, inizierà la fase congressuale del Pd. Si rimescoleranno le carte dei vertici del partito, dalla segreteria nazionale a quella cittadina. E qui potrebbero rispuntare le aspirazioni politiche dell’assicuratore. Con Danilo Leva in Parlamento e la segreteria regionale del partito che si libera, il dirigente del Pd di Isernia  potrebbe, finalmente, trovare nuovo spazio. E non è detto che il neo deputato, che sicuramente esprimerà un proprio candidato per affidare l’incarico di partito, non scelga di sostenere proprio Veneziale. Ma quest’ultimo potrebbe non essere l’unico pretendente al ‘trono’. Al vertice regionale del partito, infatti, potrebbe aver puntato anche Massimiliano Scarabeo, con uno dei suoi fedelissimi. Il neo assessore regionale, unico rappresentante della Provincia d’Isernia nell’esecutivo di Frattura, nel frattempo, vuole pesare la sua forza anche sul capoluogo pentro. Lo ha dimostrato appoggiando la candidatura alle Primarie del centrosinistra di Domenico Di Baggio, ex consigliere comunale dell’Udeur. Se questo non dovesse bastargli, potrebbe legittimamente puntare, anch’egli, alla segreteria di partito con uno dei suoi uomini. In tal caso si giocherebbe una partita interna al Pd che vedrebbe lo scontro – nel massimo fair play, visti gli ottimi rapporti tra i due –  tra l’ala del partito più vicina a Leva e quella del neo assessore. Ma i più maliziosi hanno ipotizzato un altro retroscena di fronte alla rinuncia di Veneziale alle Primarie. Il passaggio di testimone tra Veneziale e Brasiello nasconderebbe un curioso rovescio della medaglia. Secondo voci insistenti, potremmo assistere ad un nuovo avvicendamento tra i due, con Veneziale al vertice della Camera di Commercio. Requisito per l’elezione  a capo dell’ente camerale è l’iscrizione a una delle associazioni di categoria. Veneziale, in quanto assicuratore, questa condizione la soddisfa. Ma non basta. L’associazione, infatti, è la stessa alla quale sono iscritti anche i bancari e nella maggior parte dei casi il posto all’interno del consiglio camerale che elegge il presidente va proprio a questi ultimi. A dispetto delle malelingue, dunque, l’entrata di Veneziale alla Camera di Commercio non è cosa scontata. Più plausibile, invece, lo scenario che vedrebbe il dirigente del Pd diventare il numero uno del partito in Regione. Carica che al suo predecessore, Leva, ha portato non poca fortuna, rappresentando il lasciapassare per incarichi prestigiosi, fino all’approdo a Montecitorio.

VD

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