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Il Molise di troppi: Frattura nel caos, Cotugno vuole l'assessorato. E Ruta se la ride

Paolo Frattura con Roberto Ruta e Danilo Leva
Paolo Frattura con Roberto Ruta e Danilo Leva

CAMPOBASSO. C’è un Molise che aspetta risposte e c’è chi aspetta di diventare assessore regionale. A ormai due mesi dalle elezioni, la maggioranza di centrosinistra – che non riesce ancora a carburare –  ci ha già fatti abituare a un estenuante e noioso tira e molla. Quello tra Paolo Frattura, la sua maggioranza, il Pd (la direzione, a onor del vero) e gli uomini di Aldo Patriciello, rimasti a bocca asciutta per ben due volte, dopo la composizione della Giunta regionale e il clamoroso blitz – targato Roberto Ruta – che ha visto eleggere Vincenzo Niro alla presidenza del Consiglio regionale del Molise. Vincenzo Cotugno (Rialzati Molise) è ancora lì, ad aspettare che la cambiale dell’accordo pre-elettorale (quando Patriciello decise di virare a sinistra, pur restando al fianco di Berlusconi) venga finalmente pagata da Frattura. Proprio dal governatore che, dopo gli strappi delle nomine degli assessori e l’elezione della presidenza del Consiglio, ha continuato a lanciare messaggi distensivi e rassicuranti ai transfughi del centrodestra. Se c’è qualcuno che gongola, questi si chiama sicuramente Roberto Ruta, stratega e regista che è riuscito a imporre il proprio ‘marchio’ blindando la Giunta – attraverso la pretesa di tre posti su quattro  per il Pd – e  la presidenza del Consiglio, nonché a mettere il cappello persino al ‘suo’ presidente e a scaricare Patriciello con tutti i suoi uomini. Secondo indiscrezioni, infatti, Ruta non avrebbe per nulla gradito le recenti dichiarazioni dell’eurodeputato di Venafro, ancora infatuato da Silvio Berlusconi e disponibile a ricandidarsi sotto le vesti del Pdl alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma c’è di più. Sembra che Ruta, preoccupato dallo stallo politico nazionale e di un probabile ritorno al voto, abbia voluto espressamente superpotenziare la rappresentanza del Pd in Giunta, così da dormire sonni più tranquilli e assicurarsi la sua fetta di voti in caso di emergenza. In effetti, la presenza di Cotugno in Giunta avrebbe piuttosto guastato i piani di Ruta, anche e soprattutto in virtù del fatto che Patriciello, alle elezioni Politiche, ha fatto votare per Berlusconi. Lo confermano i numeri e lo ha confermato, in una conferenza stampa di qualche settimana fa, l’ex senatore Pdl Ulisse Di Giacomo. Ed eccoti, allora, il motivo dello strappo con Rialzati Molise che Paolo Frattura avrebbe voluto ricucire mettendo mano allo Statuto, abolendo la legge regionale taglia assessori e prevedendo, così, un bell’allargamento di Giunta da 4 a 5 componenti. Il governatore ha smentito che questi fossero i suoi piani ma, dopo le reazioni pungenti del centrodestra, dell’ex presidente Iorio, dei ‘grillini’ e di gran parte dell’opinione pubblica, Frattura non poteva che smentire. Ad agitare ulteriormente le acque in casa centrosinistra ci ha pensato, nel pomeriggio di ieri, proprio Cotugno che – senza mezzi termini e attraverso una missiva rivolta al presidente della Regione – ha rivendicato il suo posto in Giunta regionale, senza badare alle critiche e “senza affidarsi ad alchimie legislative improbabili”. Uno schiaffo sonoro che ha questo significato: fare un rimpasto di Giunta, togliere uno scranno al Pd e darlo a Rialzati Molise, senza aumentare gli assessori. L’ingegnere venafrano, cognato dell’eurodeputato, lo spiega chiaramente: “In politica non si vorrebbe mai scontentare nessuno – continua la lettera a Frattura – men che meno togliere a chi già ha avuto: ma, come recita un vecchio adagio popolare, “il troppo stroppia”. Specie se coesione e unità d’intenti non sono perseguibili, senza rimediare agli errori:Per affrontare i tanti problemi in agenda, con sollecitudine e concretezza – continua Cotugno – il Molise ha bisogno di un governo coeso e determinato. Stiamo già facendo delle cose, anche significative, ma ancora non appare una strategia condivisa che dia il senso di un percorso non solo amministrativo, ma soprattutto politico al quale tutti i partiti della maggioranza possano contribuire. In questo senso, auspichiamo che il presidente voglia perfezionare quanto prima il conferimento di tutte le deleghe ai consiglieri regionali che ne sono destinatari affinché si completi il quadro istituzionale di riferimento e si avvii, in maniera definitiva, la cinghia di trasmissione con la macchina amministrativa regionale, in parte, ancora acefala. Ma, soprattutto, appare doveroso liberarsi delle tante polemiche seguite alle scelte fatte per la composizione della Giunta regionale e in occasione dell’elezione del presidente del Consiglio. In quest’ottica, chiediamo che  Frattura agisca con determinazione affinché sia ricomposto un giusto equilibrio tra le forze politiche che hanno partecipato alla campagna elettorale e reso possibile la vittoria della nostra coalizione. Appare difficile, in un momento di forte disaffezione della gente per la politica, poter sperare di nascondere sotto il tappeto i malumori di chi ha fortemente contribuito alla vittoria del centro-sinistra e, poi, del tutto ingiustamente, è stato sottratto alla condivisione delle responsabilità di governo. In campagna elettorale abbiamo scandito lo slogan: Il Molise di tutti. Uno slogan che abbiamo condiviso perché alludeva all’esigenza insopprimibile di liberarsi da prevaricazioni e giochi di potere. Ci abbiamo creduto e con noi migliaia di elettori molisani.  Ecco perché non possiamo offuscare lo slancio morale contenuto in quel messaggio”. La necessità di un governo coeso e con una guida capace di assumersi le sue responsabilità spinge Cotugno a  fare un paragone sicuramente azzardato, tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ‘suo’ presidente: “Napolitano ha dimostrato che, quando occorre, chi porta il peso dell’istituzione più alta deve compiere uno scatto di reni e avere anche il coraggio di dire “no”, anche assumendosi la responsabilità di decisioni difficili quanto impopolari”Poi, ancora: “Una soluzione ai problemi della maggioranza è possibile e il presidente lo sa. Abbia il coraggio di perseguirla e senza altri indugi, evitando di prestare il fianco a critiche volgari e populistiche inseguendo alchimie legislative improbabili”. Frattura è avvisato. Un eventuale azzeramento, inevitabilmente, indebolirebbe ancor di più la figura del presidente che – tra i pressing di  Ruta e gli accordi con Antonio Di Pietro (Pierpaolo Nagni è in Giunta per sua volontà, ndr) – è nel caos totale. Il Molise, intanto, continua ad aspettare. Beautiful, fine quarta puntata.

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