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Crac Ittierre, chiesto il rinvio a giudizio per Perna

Tonino Perna
Tonino Perna

ISERNIA. A un anno e cinque mesi dall’arresto, la procura della Repubblica d Isernia chiede il rinvio a giudizio per il Cavaliere Tonino Perna e altre 14 persone nell’ambito dell’inchiesta ‘Alta Moda’ sul presunto crac da 61 milioni di euro dell’Ittierre. Per altre 13, invece (ex membri dei collegi sindacali della galassia di imprese riconducibili al re della moda), sarà chiesto il proscioglimento. L’ex patron del colosso tessile è accusato di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Archiviata, invece, l’ipotesi accusatoria relativa all’aumento, nel 2008, del proprio compenso quale presidente del Cda di It Holding, indennità passata da 400 mila a 1,4 milioni di euro (+250 per cento) in piena crisi economica e finanziaria del gruppo. L’inchiesta, com’è noto, fu condotta dalla Guardia di Finanza pentra su delega del procuratore capo Paolo Albano: ventotto gli indagati, con Perna che finì per 18 giorni in carcere attirando l’atenzione dei media di tutto il mondo e il commercialista Simone Feig, il manager Maurizio Negro e l’avvocato Antonio Di Pasquale che furono raggiunti da misure interdittive concernenti il divieto di esercitare imprese o uffici direttivi, nonché quello di esercitare attività professionali per due mesi. Tuttavia, il tribunale del Riesame di Campobasso prima e la Corte di Cassazione poi, sposarono in pieno la teoria difensiva del legale dell’imprenditore tessile, l’avvocato del Foro di Roma Marco Franco, decretando la permanenza in libertà. In particolare, per il Riesame Perna non doveva finire in cella e il gip non avrebbe nemmeno motivato la persistenza delle esigenze cautelari. Sempre il Riesame, inoltre, revocò anche le misure interdittive nei confronti dei tre manager. Ma ieri, anche per loro, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Questi i nomi per i quali la procura isernina chiede dunque di aprire il processo: Tonino Perna, Simone Feig, Antonio Di Pasquale, Maurizio Negro, Antonio Arcaro, Giancarlo Di Risio, Sergio Linn, Alessandro Finizio, Giovanni Borreca, André Francois Elvinger, Andrea Manghi, Carlo Nicolai, Paolo Bassi, Fabio Fusco e Franco Orlandi. Il Cavaliere, tuttavia, si dice tranquillo. “Sono contento di finire finalmente, dopo un anno e mezzo, dinanzi ai giudici, dove, com’è già successo al Riesame e in Cassazione, le mie ragioni troveranno finalmente ascolto. La richiesta del procuratore Albano non mi sorprende, ma sono convinto che verrà fuori la verità dei fatti”.

 

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