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Frattura si inventa i politici precari: largo ai consiglieri supplenti, tre nuovi ingressi a Palazzo Moffa

Il Consiglio regionale del Molise
Il Consiglio regionale del Molise
CAMPOBASSO. Paolo Frattura è prossimo a compiere il primo miracolo alla guida della Regione Molise. Risolvere i problemi dei lavoratori della Gam/Solagrital? Riuscire a mantenere in vita gli ospedali pubblici del Molise? Evitare la soppressione della Provincia di Isernia? Niente di tutto questo. Più semplicemente, il governatore sarebbe a un passo dall’istituire, giuridicamente, la figura del politico precario. Sì, avete letto bene. Di che si tratta? Presto detto: Per politici e addetti ai lavori si chiamano ‘consiglieri supplenti’. Per le tasche dei cittadini, invece, si chiamano nuovi costi della politica. A riportare l’indiscrezione è il quotidiano ‘I Fatti del nuovo Molise’, che riferisce come la clamorosa diavoleria legislativa in arrivo a Palazzo Moffa consista, per quanti siano stati nominati in Giunta, nella sospensione volontaria dall’incarico di consiglieri regionali e nella sostituzione con i cosiddetti ‘supplenti’, ovvero i primi dei non eletti. In pratica, viene prevista la nomina di consiglieri a tempo al posto degli assessori. Ai quali, neanche a dirlo, bisognerà corrispondere le dovute indennità. E se per caso il presidente si stufasse di uno degli assessori in carica e lo cacciasse via? Questi beneficerebbe del paracadute della sospensione da consigliere, rientrando quantomeno in assise. E il supplente tornerebbe a casa. Ma chi sarebbero i beneficiari del secondo blitz targato Frattura, dopo la proposta di abrogazione della legge taglia assessori? Presto detto: Pasquale Marcantonio (al posto di Michele Petraroia), Carlo Veneziale (al posto di Massimiliano Scarabeo) e Oreste Campopiano (al posto di Vittorino Facciolla). Tre nuovi consiglieri regionali, visto che Pierpaolo Nagni è già assessore esterno, alla modica cifra di 5.400 euro l’uno. Se poi Vincenzo Cotugno fosse chiamato in Giunta, spazio anche ad Antonio Tedeschi e all’ennesima indennità. Con la provincia d’Isernia che, in tal caso, vedrebbe due rappresentati a Palazzo Moffa, venendo risarcita dopo la perdita di altrettanti seggi a causa del perverso meccanismo dei resti insito nella legge elettorale. Ma qual è la ratio delle supplenze? La solita: far funzionare meglio l’assise. Dodici consiglieri di maggioranza, di cui tre anche assessori, non permetterebbero la celerità dei lavori consiliari, considerata la necessità di presenziare anche nelle varie commissioni. Proprio come nel caso del quinto assessore, senza del quale l’esecutivo a quattro non lavorerebbe al meglio. Ma quando verrebbe introdotta la figura dei supplenti? Stando a ‘I Fatti’, subito dopo le Comunali, dunque anche il 28 maggio, salvo il ballottaggio a Isernia. Ma l’opposizione di centrodestra, in tutto questo? Sarebbe sulle spine, vista la supplenza in Consiglio di Nico Romagnuolo accordata per effetto della sospensione di Michele Iorio a causa del decreto ‘Liste pulite’. Ma come fare a giustificare l’ingresso di tre nuovi consiglieri, in termini di contenimento della spesa pubblica? Dove si verrebbero a tagliare altri costi, così da compensare i nuovi ingressi?
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