Amina, regina delle treccine
Amina, regina delle treccine

CAMPOBASSO. La festa del Corpus Domini, nel capoluogo molisano, rappresenta, ormai da tempo, l’espressione massima dell’integrazione  tra culture differenti.  Amina, senegalese  di 34 anni, da undici anni in Italia, confessa : mi sento campobassana d’adozione. Con regolare permesso di soggiorno,  “da 9 anni ospite di questa città” , Amina è stata già ribattezzata ‘la regina delle treccine’.  Con estrema disponibilità, racconta : “l’acconciatura, in Africa, ha molta importanza. Ogni avvenimento, età, stato civile, comunità richiede una particolare acconciatura, che non ha solo un valore estetico, ma è un vero e proprio segno di riconoscimento, un elemento distintivo all’interno della società”. La coiffeur senegalese si sente di casa, è sincera : “i campobassani sono gentili, simpatici e di buon cuore. Qui non esiste razzismo. Non è vero che gli Italiani sono razzisti”. E punta il dito contro i francesi : “a Parigi c’è tantissima intolleranza nei nostri confronti, lavorare serenamente come accade qui è stato davvero difficile”. Ma il suo pensiero torna subito in Italia, alla ‘sua’ Salerno, dove vive da 7 anni. “Il Sindaco De Luca è una persona eccezionale, ma anche l’attuale amministrazione comunale di Campobasso rende il nostro lavoro più agevole. Qualche anno fa non era così, multe, controlli, verbali a raffica”. Nel suo cuore, non potrebbe essere altrimenti, c’è sempre il Senegal, a quattromila chilometri al di là del Castello Monforte. “Ogni due anni cerco di tornare dai miei fratelli, i miei genitori sono deceduti tempo fa. Le mie figlie, di 8 e 3 anni, crescono e si trovano bene qui, nel Belpaese”. Amina spende una riflessione anche sul Ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge. “La notizia ha avuto molta eco in Africa. E’ un fatto positivo, mi ha davvero sbalordito questa scelta che conferma il mio giudizio positivo sugli italiani”. La chiacchierata si fa più amena, la giovane acconciatrice rivela e sorprende : “qui si mangia davvero bene, sono musulmana e non posso mangiare carne di maiale, però l’odore della pampanella è davvero straordinario”. Il piatto tipico di San Martino in Pensilis ha colpito Amina, quando anni fa ha esportato la sua professione anche nel basso Molise. Una stretta di mano finale, un sorriso e la confessione finale : “nonostante la pioggia, i miei guadagni sono consistenti. Sono felice”. E, con lei, siamo felici anche noi.