HomeNotizieCRONACATratturo coast2coast:otto giorni di cammino dalla Puglia all'Abruzzo

Tratturo coast2coast:otto giorni di cammino dalla Puglia all’Abruzzo

La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

ISERNIA. Sulle orme dei sanniti. Ma non solo. Alla riscoperta delle vie dei romani e dei sentieri della transumanza. Partenza da Lucera, arrivo ad Alfedena. Un lungo cammino che in otto tappe ripercorrerà il regio Tratturo Castel di Sangro – Lucera, tra paesaggi incontaminati e grandi spazi verdi. I partecipanti saranno accolti con la consueta ospitalità meridionale nei borghi che incontreranno lungo il percorso. Il progetto, illustrato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questo pomeriggio nella sala gialla della Provincia di Isernia, nasce dall’esperienza di Francesco Cimino, geologo isernino, che lo scorso anno attraversò in solitaria ben 200 chilometri per conoscere a fondo la realtà dei Tratturi. Sentieri che potrebbero diventare addirittura patrimonio dell’Unesco. Ad annunciarlo è Nicola Di Niro, responsabile dell’Agenzia Sviluppo Rurale: “Si tratta di una candidatura immateriale – ha spiegato Di Niro – sostenuta da cinque regioni: Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Abruzzo e anche da alcune nazioni europee, motivo per cui l’iter sarà molto più veloce del normale, circa due anni”. Un progetto più a lungo termine, invece, di dieci anni, consiste nella rivitalizzazione del tratturo stesso e dei borghi che lo costeggiano, creando infrastrutture ricettive, agriturismi e taverne. Affinché il Tratturo possa diventare patrimonio dell’umanità, tuttavia, l’Unesco richiede la rimozione di alcuni ostacoli, quali ad esempio le pale eoliche che si trovane lungo alcune zone del sentiero o gli attraversamenti stradali che ne interrompono il naturale percorso. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’assessore provinciale al turismo, Florindo Di Lucente: “Parlare di tratturo significa parlare di turismo – ha affermato l’assessore – e parlare di turismo, oggi, in un certo senso, significa parlare di fallimento. Le istituzioni dovrebbero preoccuparsi maggiormente di verificare se i beni presenti sul nostro territorio siano effettivamente fruibili”. E in questo senso ha cercato di lavorare negli ultimi quattro anni. Grazie ai contributi erogati dalla Provincia, sono stati ospitati a Isernia e dintorni circa 5mila operatori del turismo, i quali hanno particolarmente apprezzato i nostri borghi, la nostra cucina e la nostra storia. Progetto, questo, che ha fatto registrare oltre 22mila visite sul territorio provinciale. “Ma – ha concluso Di Lucente – occorre ancora creare attività che siano in grado di far spendere soldi al turista che visita le nostre città e in questo modo si darebbero anche tante opportunità di lavoro ai giovani”. E il “Tratturo coast to coast”, rappresenta un inizio, un piccolo passo verso un approccio al turismo di qualità, basato sull’identità storica della nostra terra.

VD

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