HomeNotizieCULTURA & SPETTACOLI‘Darwin l’evoluzione?’, a Isernia la speranza di evolversi

‘Darwin l’evoluzione?’, a Isernia la speranza di evolversi

Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo

ISERNIA. Ottanta ragazzi tra cantanti, ballerini, fotografi, videomakers, scenografi, costumisti e attori per trasporre quel lavoro del 1972. Per il Banco del Mutuo Soccorso il riconoscimento è stato entrare nei dieci album rock progressive più importanti di sempre. Per la trasposizione in opera, invece, c’ voluto un bando, che in virtù della meritocrazia, ha fatto lavorare e insegnato ai ragazzi un lavoro creativo. Due anni di prove a ritmo serrato, difficoltà e incidenti di percorso. Coordinare ottanta ragazzi in diversi rami artistici non è cosa facile. Servivano persone esperte: Ennio Morricone, Alessandro Benvenuti, voce fuori campo Alessandro Haber. Con Franco Battiato il singolo Imago Mundi, ‘anima solitaria che fa i conti con la modernità’. Poi la prima. A Velletri,  poi a Isernia. Il senso di quest’opera è il simbolo: il copertone, ‘il monolite, il dove siamo arrivati’. Evoluzione o involuzione?   Tra il cast stellare che ha realizzato l’opera, oltre Vittorio Nocenzi e Francesco Di Giacomo (voce storica del Banco) anche  Gianni Quaranta (premio oscar alla migliore scenografia per ‘Camera con vista’ di James Ivory). Lo scenografo milanese ha partecipato come supervisore alla regia e durante la prova generale a ridosso dello spettacolo, ha notato alcuni dettagli teatrali fondamentali che l’auditorium di Isernia  purtroppo non rispetta. “Mi dispiace osservare – spiega Quaranta – che la struttura nel suo complesso non dispone di elementi importanti per la messa in scena di un’opera: a partire dalla mancanza della graticcia (ovvero la griglia in alto sospesa per appendere qualsiasi cosa, ndr). Ho disposto, per l’occasione, il pannello a semicerchio, poggiato per terra, non potendolo appendere” – prosegue lo scenografo – Il fondo del palco, il muro di fronte è bianco. Questo provoca il riflesso della luce. In questo caso è stato coperto. Non è concepito per fare teatro, come auditorium non so come funziona”. Di necessità virtù. Luci, amplificazione, sipario, arlecchino. Niente in dotazione. A questo ha provveduto lo staff isernino. Un’ora e mezza di spettacolo, mezz’ora di ringraziamenti. Sale in cattedra il maestro Nocenzi per un lungo saluto. Dal cast ai collaboratori. Passerella lunghissima. Spazio per il presidente della Provincia Luigi Mazzuto, ringalluzzito dallo show. Saluto a Enzo di Luozzo, per l’occasione ‘mastro di festa’. Infine, il nuovo sindaco Luigi Brasiello, alla sua prima uscita in pubblico da primo cittadino. Di fronte a Darwin, all’evoluzione con il punto interrogativo.  Se ai cittadini più esperti l’opera non è piaciuta, ai più, nel complesso, il musical ha divertito. Da un lato gli appassionati, dall’altro i fanatici, da un altro ancora i curiosi e infine chi sedeva lì per dovere morale o politico. I circa settecento posti erano finiti. Record di presenze per l’auditorium ‘Unità d’Italia’. Neanche al comizio di chiusura Luigi Brasiello aveva parlato di fronte a tanta gente rimasta fino alla fine a seguire i titoli di coda. Segnale che la voglia di arte e di spettacolo c’è, oltre allo stare insieme. Nocenzi ha saputo interpretare l’idea del coinvolgimento dei giovani, ha realizzato sotto la guida di esperti uno spettacolo in cui lo scenografo isernino Vasco Di Salvo, videomaker per l’occasione, con il suo contributo video ha fatto la differenza grafica e narrativa. Antonia D’Orsi, studentessa dell’Accademia di Brera (la stessa dove ha studiato Gianni Quaranta), nella sua tesi lavorerà sull’opera del Banco, con Nocenzi. Il segnale del compositore è alto. Coinvolto nella riapertura e diffusione del sito ‘La Pineta’ (forse a Domenico Iannacone e Presa Diretta va il vero merito della riapertura del museo), ha dato l’esempio alla città di Isernia. Un segnale al sindaco e alle varie istituzioni. Per Francesco di Giacomo ‘bisogna sporcarsi le mani per creare una speranza’. Come uno ‘scimmione senza ragione’, dal quale ripartire.

Donato Giannini

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