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Tv a singhiozzi, a Castel San Vincenzo pensano allo sciopero del canone

csv Panorama di Castel San Vicenzo

CASTEL SAN VINCENZO. “Nessun segnale” oppure “Interruzione della trasmissione”. Questi sono i messaggi, che ormai troppo frequentemente, sono costretti a vedere sul televisore gli abitanti di Castel San Vincenzo al posto del proprio programma preferito. E nonostante i numerosi tentavi da parte dell’amministrazione comunale di porre rimedio a questa situazione, contattando direttamente i referenti di Rai e Mediaset, il problema rimane irrisolto. I cittadini, soprattutto gli anziani, si sentono abbandonati e per questo ora pensano a un’azione di protesta, minacciando lo sciopero del pagamento del canone tv. “Ben oltre la soglia del terzo millennio – si legge in una nota stampa della Giunta comunale- nell’era della digitalizzazione totale, ci si aspetterebbe che taluni servizi, che per altro sono a pagamento considerato il canone annuo che va versato per il solo fatto di possedere un apparecchio televisivo, siano effettivamente fruibili, 365 giorni l’anno. Ma non è così. Prova ne sono le continue interruzioni del segnale televisivo, divenute ormai croniche, che si verificano in maniera quasi incessante da quando è entrato in funzione il digitale terrestre e che stanno mettendo a dura prova la pazienza di tanti cittadini, esasperati per non poter vedere i programmi preferiti o per vederseli magari scomparire nei momenti topici della programmazione. Sta di fatto che “la situazione – come tiene a precisare il vicesindaco di Castel San Vincenzo, Nicolino Notardonato – è diventata insostenibile. Non passa giorno senza che uno stuolo di cittadini, giustamente infastiditi, si rivolga al Comune per chiedere il perché di queste continue interruzioni del segnale televisivo. Interruzioni, è bene precisare, che non risparmiano ne i canali della Rai, ne quelli degli altri network, evidenziando quanto sia difficile non poter fruire di un servizio, per altro a pagamento, di cui soprattutto gli anziani, che poi sono la stragrande maggioranza degli utenti dei nostri piccoli centri, non si riescono più a fare a meno. Se l’anziano viene privato del piacere ed anche della compagnia dei programmi televisivi – prosegue Notardonato – vede appesantita la propria situazione di disagio e conseguentemente soffre un maggiore isolamento dal mondo che lo circonda. Naturalmente, come amministrazione non siamo stati con le mani in mano. Io personalmente ho parlato più volte con i referenti sia della Rai che di Mediaset, evidenziando il procrastinarsi quasi quotidiano del problema. Da parte loro – dice ancora il vicesindaco – massima disponibilità ad ascoltare la questione, ma alla fine ci è stato ribadito che tecnicamente tutto è a posto. Ma se è così, allora perché queste continue interruzioni? Evidentemente i problemi ci sono ma non li si vuole affrontare, forse per l’esiguità del numero degli abitanti dei nostri piccoli centri. A questo punto – conclude Notardonato – per avere la giusta attenzione si potrebbe pensare allo sciopero del canone. Probabilmente, solo così potremmo essere presi effettivamente sul serio”.

Giuseppina Cristinzio

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