HomeNotizieCRONACAIttierre, Bianchi bacchetta Frattura: sparito da un mese nonostante impegni formali

Ittierre, Bianchi bacchetta Frattura: sparito da un mese nonostante impegni formali

Antonio Bianchi, patron di Ittierre
Antonio Bianchi, patron di Ittierre

PETTORANELLO DEL MOLISE. A dimostrazione del fatto che lavora 14 ore al giorno, anche di domenica, Antonio Bianchi non le manda a dire. Il patron di Ittierre, dopo la diatriba pubblica con l’assessore  Massimiliano Scarabeo, che ha visto intervenire subito il presidente della Regione Paolo Frattura in difesa del delegato alle Attività Produttive, replica a stretto giro. Indirizzando la sua risposta al governatore e accusando la Regione di “ingiustificabile inerzia”, dopo le promesse di attenzione per l’azienda tessile ricevute in campagna elettorale e gli impegni formali assunti subito dopo la vittoria. Ecco il testo della lettera aperta inviata da Bianchi:

Caro governatore, la sto cercando da quasi un mese per parlarle dei problemi e della situazione Ittierre ma i miei sforzi sono risultati sempre vani e mi dispiace che soltanto ora Lei si materializzi per difendere un suo assessore che mi ha duramente attaccato, proditoriamente. Come al solito,  ‘la casta’ si arrocca e difende con l’arroganza di sempre i propri privilegi e questo ne è un caso esemplare. Non intendo spendere troppe parole perché credo che questa diatriba diventi noiosa e poco producente. Intendo dare solo poche risposte a lei, governatore, con cui non ho avuto nessuna “luna di miele” ma verso il quale ho solo riposto, come hanno fatto moltissime persone, tanta fiducia per un Molise migliore. Innanzitutto ho detto all’assessore Scarabeo di vergognarsi perché quando ha scritto che Bianchi doveva tirar fuori i bilanci,ben sapeva che gli stessi erano già stati consegnati a Finmolise con dovizia di dati e con tutte le informazioni a più riprese richieste, e di questo ne sono testimoni i responsabili amministrativi delle mie aziende. Chi dice menzogne pubblicamente se ne deve vergognare, soprattutto quando vengono dette per tentare di giustificare una ingiustificabile inerzia della Regione e quando vengono dette per tentare di creare preventivamente un alibi pubblico finalizzato a giustificare il mancato rispetto degli impegni assunti attraverso il gioco dello scarico delle responsabilità su chi ha fatto tutto  quanto è stato richiesto. Mi fa piacere che lei, governatore, parli di problemi prioritari del tessile, ma allora come si spiega che documenti da lei firmati con i  quali si impegnava a sostenere, in tempi brevissimi, il piano industriale di Ittierre  oggi non hanno portato a nulla? Lei, governatore, e Finmolise conoscevate perfettamente l’urgenza e la delicatezza della situazione, ma in maniera pretestuosa richiedete certificazioni che soltanto a società quotate in borsa vengono richieste e Ittierre, come tutti sanno, non è una società quotata. Usando una sua frase, governatore, l’unico modo di uscire dal pantano non è quello di fare vane promesse e illudere dipendenti e indotto con frasi ad effetto ‘utili’ solo in campagna elettorale ma, nel caso di Ittierre, dando garanzie a un sistema bancario che oggi strozza le aziende, garanzie controgarantite dal patrimonio netto dell’azienda, per permettere alla stessa di superare questa fase di momentanea tensione. Caro governatore, per concludere nessuna ira funesta, nessuna ruggine e nessun gusto autoreferenziale, ma soltanto il diritto e il dovere di difendermi e l‘esasperazione a cui lei mi ha portato con la sua inspiegabile sparizione subito dopo la assunzione di impegni formali. Lei dice che il mio precedente scritto non ha avuto alcuna utilità. A prescindere dal fatto che i molisani debbano sapere quali sono le dinamiche reali, un effetto questo mio scritto l’ha suscitato ed è stato quello di farmi rispondere da lei dopo gli innumerevoli miei tentativi rimasti vani. Lei parla di confronto per uscire dal pantano, caro Governatore, ma il confronto presuppone un dialogo. Io questo dialogo l’ho chiesto ripetutamente ma è stato da lei, ultimamente, negato. Spero che, ora, le mie chiamate ricevano una sua risposta e domani io sia in grado di collegarmi con lei per riaffrontare il discorso e fare rientrare tutte le vostre artificiose richieste, che altro non sono che blocchi assurdi finalizzati a non rendere possibile la risoluzione del problema. La Regione Molise non esce vincente quando tutti i giorni chiudono aziende che lei chiama giustamente ‘patrimonio comune’ per mancanza di concreti sostegni e, quando si parla di sostegno alle aziende, non si intende certo ciò che è stato fatto in un recente passato e cioè di aiutare ‘politicamente’ aziende decotte, ma di mettere in atto strumenti finanziari concreti, soprattutto quando le aziende sane garantiscono elevati livelli occupazionali.  Io sto comunque aspettando il 30 giugno, termine ultimo per vedere se lei, la Regione e Finmolise manterrete gli impegni che sin dal 31 maggio avrebbero dovuto, già in parte, concretizzarsi. Non vorrei che a fine mese sia costretto a dire anche a lei di vergognarsi“.

 Antonio Bianchi

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