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Unimol, quando i panni sporchi si lavano su Facebook. Coppola vs. Palmieri, lo scontro si riaccende

A fine maggio l’elezione del nuovo rettore che ha visto il prof. Palmieri, della facoltà di Giurisprudenza, affermarsi sul suo sfidante, prof. Coppola, di Agraria. Prime fibrillazioni post voto. E i retroscena vengono ‘spiattellati’ in rete, in pasto a dipendenti e studenti dell’università

 

CAMPOBASSO. L’Università del Molise, da maggio, ha il suo nuovo Rettore. Gianmaria Palmieri, direttore del dipartimento giuridico, ha avuto la meglio, con 184 voti, sul suo antagonista Raffaele Coppola, che si è fermato a 142 preferenze. Che fosse un’elezione particolarmente sentita, nell’Ateneo molisano e non solo, lo si era da subito capito. Qualcuno aveva svelato la presunta amicizia tra il professore Coppola e l’eurodeputato Aldo Patriciello, dallo stesso immediatamente smentita. Qualcun’altro aveva ipotizzato che lo stesso Coppola avesse uno sponsor prestigioso a suo supporto, niente di meno che Paolo Frattura, governatore del Molise. Insomma, una competizione particolarmente frizzante che sembra aver creato non poche tensioni tra i due gruppi di docenti e che, ancora oggi, pare avere degli strascichi. Non a caso, il rettore uscente, Giovanni Cannata, a margine dell’elezione di Palmieri, citando l’articolo primo dello Statuto dell’Ateneo, sottolineò a viva voce: “L’Università è un’istituzione laica, pluralista e libera da ogni condizionamento politico, ideologico ed economico”. In poche parole, se partecipazioni della politica ci sono state, queste – di sicuro – non sono state gradite da Cannata. E dopo un mese, lo scontro sembra riaccendersi. A svelarne i retroscena, addirittura su Facebook, una piazza non proprio istituzionale, è ‘Condividi Unimol’, il cartello elettorale che ha sostenuto la candidatura di Raffaele Coppola. Un gesto, quello di raccontare sul web fatti delicati, che ha lasciato basiti studenti e dipendenti dell’ateneo: “I panni sporchi si lavano in casa, non è una bella mossa mettere queste cose su facebook”. Così, conversazioni epistolari private, grazie a un click, sono diventate pubbliche. Lo scontro è tra Gianmaria Palmieri e il Dipartimento di Agraria, cui appartiene lo stesso Coppola. Palmieri, in una lettera inviata ai colleghi di quel dipartimento scrive: “Nel silenzio del vostro rappresentante istituzionale, dal quale non ho ricevuto né gli auguri di prammatica, né richieste di incontro e dialogo, ritengo doveroso assumere io un’iniziativa, conscio che, almeno per me, non esistono, né possono esistere, ragioni di carattere personale e/o elettorale ostative all’attivazione di un canale di comunicazione, prima ancora che di proficua collaborazione, con una realtà così significativa, dell’Ateneo, della quale come Rettore eletto ho il dovere di iniziare ad acquisire le istanze”. A replicargli è il direttore del Dipartimento di Agraria, prof. Emanuele Marconi, che afferma irritato: “Segnalo immediatamente che scrivi al Dipartimento – che dirigo non per mandato divino ma perché eletto in piena libertà dai miei colleghi – mettendomi tra le persone in indirizzo al “posto che mi compete” ovvero nella lista delle persone indicate in ordine alfabetico. Certo è – continua la nota – che questo denota immediatamente la Tua scarsa sensibilità istituzionale oltre ad essere fuori da qualsiasi prassi ‘accademica’. Questo Tuo atteggiamento che chiama a raccolta quelli che ancora non sono venuti a Te merita una pronta replica”. E butta giù ben dieci punti, decisamente piccati. Insomma, al di là delle ragioni di parte, una vera e propria caduta di stile, quella di spiattellare su Facebook fatti tutti interni all’ateneo che, intelligentemente, qualche studente ha così condensato: “L’università non è né di Palmieri, né di Marconi, quindi mettetevi l’anima in pace e incontratevi per svolgere il vostro ruolo istituzionale. Siete dirigente pubblici, non titolari di bottega. Già lo spettacolo è durato troppo, non credete?”. Già, verrebbe da dire.

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