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Tutti per uno, una delega per tutti

Il governatore Paolo Frattura, nella serata di ieri, ha definitivamente assegnato gli incarichi ai consiglieri regionali della maggioranza di centrosinistra. Ma senza potere di firma, “tanto vale rifiutare”.  Così Francesco Totaro. Nessuna delega, invece, per Cristiano Di Pietro. Intanto, Molise ancora inadempiente sui tagli ai costi della politica.

CAMPOBASSO. Alla fine quello che doveva essere un risarcimento politico solo nei confronti di Vincenzo Cotugno, unico esponente di Rialzati Molise eletto a Palazzo Moffa, da cinque mesi senza poltrona, è stato un elargimento generoso per tutti, o quasi, i consiglieri regionali del centrosinistra. Un click, e via, la comunicazione di nomina è arrivata direttamente sugli I-Pad dei prescelti. Un governatore tecnologico che ha distribuito via etere, con una semplice mail, le deleghe ai compagni della squadra. Indiscrezioni tutte confermate, dunque. Salvatore Ciocca si occuperà di Protezione Civile e Ricostruzione; Domenico Di Nunzio di Turismo; Nunzia Lattanzio è riuscita a ottenere ben tre deleghe: Politiche giovanili, Famiglia e Pari opportunità; Carmelo Parpiglia coordinerà il mondo dello Sport; Domenico Ioffredi incaricato di occuparsi di Cultura; infine, per Vincenzo Cotugno, dato per assessore – prima – e presidente del Consiglio regionale – poi -, la delega alla Programmazione. Braccio di ferro vinto da Massimiliano Scarabeo, insomma. L’esponente del Pd è riuscito a tenere per sé le Politiche del credito, solo una settimana fa verbalmente assegnate dal governatore all’ingegnere di Venafro. Poi le fibrillazioni, l’ennesime, lo scontro e la ‘pax‘ : nessuno scippo per Scarabeo.

Lo slogan elettorale di Paolo Frattura
Lo slogan elettorale di Paolo Frattura
Su dodici eletti in Consiglio regionale, ben nove hanno trovato spazio e margini di manovra nel Molise di tutti. Tre assessori – Pierpaolo Nagni è esterno – e ben sei consiglieri delegati. Più di qualcuno, però, ha evidenziato come – in termini effettivi e di legge – il Delegato sia una figura non presente nello Statuto del Molise, pertanto privo di potere reale, privo della firma, privo di capacità decisionale autonoma. Deve averlo pensato Francesco Totaro, capogruppo Pd a Palazzo Moffa, che sembra aver rifiutato la delega per impossibilità di contribuire all’azione di governo. Nessun commento, invece, da parte di Cristiano  Di Pietro, figlio del Tonino nazionale, rimasto anch’egli senza incarico. Se Paolo Frattura, in tempi di crisi, da una parte ha pensato bene di risparmiare la carta utilizzando internet per dialogare con i consiglieri, dall’altra non ha ancora commentato pubblicamente la scelta di non adeguare la normativa regionale al decreto Monti che ha imposto a tutti le regioni di tagliare i costi della politica, ridurre le indennità agli eletti e tagliare il finanziamento ai gruppi consiliari. Ma sembra che, dopo le polemiche dei giorni scorsi e l’indignazione della pubblica opinione, qualcosa si stia muovendo nei Palazzi. In arrivo, infatti, ci sarebbe un decreto a firma di Paolo Frattura e Vincenzo Niro, presidente della Giunta e del Consiglio. Dopo la figura tapina, si corre ai ripari per scongiurare le pesanti sanzioni previste dalla legge in caso di inadempienza. E il Molise, inadempiente lo è. Dal 3 luglio. Oggi, intanto, si riunirà il Consiglio regionale e il governatore annuncierà proprio in Aula – molto probabilmente -  le deleghe assegnate ai consiglieri. D’Artagnan, ne siamo certi, lo avrebbe detto ai suoi moschettieri: “Tutti per uno, una delega per tutti“.

picchiorosso

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