Pare da escludere la pista del manto stradale scivoloso: il tratto era stato risistemato con asfalto drenante. Restano gravi le condizioni della moglie della vittima. Dimessa dall’ospedale, invece, la figlia. Oggi alle 15.30, presso la cattedrale di Isernia, i funerali di Sante Palumbo
CIVITANOVA DEL SANNIO. Mentre s’indaga sulle cause dell’incidente nel quale ha perso la vita un uomo, restano gravi le condizioni della moglie. A trovare la morte sulla Trignina, nei pressi di Civitanova del Sannio, domenica scorsa, a bordo di un’Alfa 147 grigia, è stato Sante Palumbo, 57enne di Isernia, noto in tutta la città per essere stato il gestore del bar che si trova all’interno del cortile dell’ospedale ‘Veneziale’ per circa 20 anni. Ed è proprio presso il nosocomio pentro che la donna è stata trasportata dopo l’intervento del 118 sul luogo del sinistro. Soltanto in un secondo momento la donna è stata trasferita al Cardarelli di Campobasso, dove si trova ricoverata nel reparto Rianimazione. La diagnosi parla di due traumi alla testa e all’addome, con relativi ematomi. Ma la 56enne non sarebbe in pericolo di vita, per questo motivo i medici hanno deciso di evitare, per il momento, l’intervento chirurgico in attesa di qualche miglioramento. A bordo della vettura si trovava anche la figlia della coppia. La 18enne è stata già dimessa dall’ospedale, avendo riportato solo alcune contusioni. Gli inquirenti, intanto, sembrano escludere l’ipotesi secondo la quale il tragico incidente sarebbe stato causato dalle cattive condizioni del manto stradale dovute alla pioggia. A quanto pare, infatti, quel tratto di strada sarebbe stato recentemente risistemato con asfalto drenante. Le piste sulle quali si starebbero orientando gli inquirenti, dunque, riguarderebbero l’ipotesi del colpo di sonno o quella relativa a un malore del conducente. A rendere plausibile l’ipotesi del malore ci sono anche i racconti di alcuni testimoni, i quali hanno riferito che l’auto procedeva a velocità moderata quando ha invaso l’altra corsia ed è volata giù dal viadotto. Per l’uomo alla guida, già all’arrivo dell’autoambulanza, non c’era più nulla da fare. Resta da chiarire, tuttavia, se a causare la morte sia stato lo schianto o un pezzo di guardrail conficcatosi nell’abitacolo dell’auto.



