HomeNotizieCRONACAIttierre, Bianchi contestato: "Rivogliamo Tonino Perna"

Ittierre, Bianchi contestato: “Rivogliamo Tonino Perna”

Clima rovente fuori dei cancelli, con gli scioperanti che pretendono risposte immediate sugli stipendi arretrati. L’imprenditore comasco non molla nonostante i fischi e ribatte a Scarabeo: “Non ha alcun mandato per fare trattative per conto di questa società, ma sono disponibile a incontrare eventuali nuovi soci, purché si faccia presto”. Sul posto anche il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, per dare solidarietà agli scioperanti. Il patron gradisce: sarà lui il garante per l’operazione affiancamento

 

Le bandiere dei sindacati del comparto tessile Le bandiere dei sindacati del comparto tessile

 

 

 

 

PETTORANELLO DEL MOLISE. “Te ne vai no, te ne vai sì o no”, gli cantano, tutti insieme. Poi, in crescendo, “Vattene a Como”; “Esci fuori se hai coraggio”. Qualcuno fa il verso a Beppe Grillo: “Arrenditi, sei circondato”. Ma l’acme si raggiunge quando una dozzina di dipendenti, sulle ali di un disperato entusiasmo, si lanciano in un coro che non ha bisogno di spiegazioni: “Rivogliamo Tonino Perna”. E’ proseguito in un clima incandescente, il secondo giorno di sciopero dinanzi ai cancelli dell’Ittierre di Pettoranello. I lavoratori, le Rsu e i sindacati protestano contro il patron dell’azienda, Antonio Bianchi, che sembrano non riconoscere più come il proprio legittimo datore di lavoro.

 

Il sindaco Brasiello e l'assessore Galasso tra i manifestanti Il sindaco Brasiello e l’assessore Galasso tra i manifestanti

 

 

 

 

E non arretrano nemmeno di fronte a un temporale estivo, scoppiato nel bel mezzo dell’intervento del sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, giunto sul posto insieme all’assessore Cosmo Galasso per esprimere solidarietà alle maestranze e, soprattutto, per agire come portavoce delle loro istanze nei confronti della proprietà: in gioco c’è il loro lavoro, c’è la loro dignità, ‘è il futuro economico di un’intera provincia. Dunque, non c’è pioggia che tenga. Bianchi ha apprezzato l’intervento del primo cittadino pentro. Al punto da chiedergli ufficialmente di fare da garante nell’operazione di affiancamento con eventuali nuovi soci, visti i rapporti non proprio distesi con la Regione. Ma veniamo alla cronaca della giornata. Dopo il presidio notturno, la mattinata comincia con l’incontro tra Bianchi, le Rsu e i sindacati territoriali: al centro, la questione degli stipendi arretrati, per i quali cominciano subito i problemi. I vertici aziendali propongono la firma di una liberatoria ai dipendenti con la quale si bypassa la privacy e si autorizza l’Ittierre a inviare, come da richiesta dell’assessore alle Attività Produttive Massimiliano Scarabeo, l’elenco dei creditori alla Regione, che si è fatta carico di pagare nell’immediato. Secondo quanto riferito dagli scioperanti, tuttavia, la liberatoria contemplerebbe solo gli arretrati di giugno, mentre loro vogliono anche luglio: “Fuori i soldi, tutti e subito”, dicono. Bianchi, dal canto suo, riferirà nel corso di una dichiarazione rilasciata alla stampa nel pomeriggio che, tramite il suo legale, si sta lavorando a un nuovo testo di liberatoria di concerto con Finmolise o con la Regione per cercare di accontentare gli operai. Fatto è che la comunicazione del patron del polo tessile non si rivela altro che una replica, piccata, all’assessore Scarabeo, impegnato negli ultimi giorni a incontrare un imprenditore straniero e i rappresentanti di due fondi patrimoniali, a quanto pare interessanti a un affiancamento (se non a un’eventuale sostituzione) di Bianchi in Ittierre. L’imprenditore comasco, dal canto suo, non vuol mollare: al termine di un lungo Consiglio d’amministrazione, ieri a Milano, è stato investito di pieni poteri, ordinari e straordinari, per far fronte alla crisi aziendale. Per questo, convocati i media e affiancato dall’avvocato di fiducia Mario Ramundo, legge una nota in cui contesta l’atteggiamento di Scarabeo nella vicenda.

 

 

Antonio Bianchi Antonio Bianchi

 

“Nell’incontro che ho avuto con lui la settimana scorsa – dichiara ai presenti – mi sono detto disponibile a incontrare questi soggetti, purché siano persone serie. Ad oggi, tuttavia, non ho avuto nessun riscontro. Lo scorso 24 luglio Scarabeo ha ribadito di voler sostituire il sottoscritto, sottolineando l’esistenza di alcune trattative. Senza voler fare polemiche, ricordo solo che lui non ha il mandato per fare alcuna trattativa per conto di questa società, a totale capitale privato. Dunque, confermo l’interesse – continua – a tenere questi incontri. Lunedì 29 luglio, alle ore 16, sarò in azienda, dove aspetterò l’assessore e l’imprenditore straniero. Il 30 luglio, alla stessa ora, sono pronto a incontrare i rappresentanti dei fondi patrimoniali, italiani ed europei, tirati in ballo da Scarabeo in questi giorni. Sono disponibile anche in altre date, purché si faccia presto. A questi incontri verranno invitati rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati per verificare le reali intenzioni delle parti in causa”. A margine, solo un’aggiunta: le ipotesi di qualche sindacalista circa la richiesta di concordato preventivo da parte dell’azienda “sono solo fantasie”. Fuori, tuttavia, il clima è sempre rovente. Le tensioni tra azienda e politica non interessano affatto agli scioperanti: “Si mettano d’accordo – afferma Lino Zambianchi, della Filctem Cgil – sblocchino i soldi degli stipendi e la protesta rientra”. Intanto, domani le maestranze si riuniranno in assemblea per discutere del prosieguo, a oltranza, dell’astensione dal lavoro. Con qualcuno che già promette: “Bianchi aspetta Scarabeo e i possibili nuovi soci? Bene: aspetteremo anche noi”.

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