Gli agenti fanno irruzione a casa sua. L’uomo, un commerciante di Campobasso, viene ricoverato in psichiatria. La consorte si trovava per fortuna in un’altra abitazione
CAMPOBASSO. Alle ore 21,25 di ieri sera, un commerciante di 64 anni, residente nel Capoluogo, chiama il 113 e dice all’operatore: “Domani uccido mia moglie”.
Sul posto vengono immediatamente inviati due equipaggi della Squadra Volante, i cui capo pattuglia contattano l’uomo sulla propria utenza cellulare, invitandolo ad aprire la porta, ma questi, nel ribadire che all’indomani avrebbe ucciso la moglie, risponde: “Se salite mettetevi i giubbotti antiproiettili”.
Ogni altro ulteriore tentativo di indurre l’uomo ad uscire, posto in essere da personale della Squadra Mobile nel frattempo giunto sul posto, risulta vano.
Dopo aver ricevuto assicurazioni dal figlio che la madre si trova presso un’altra abitazione e sta bene, alle ore 23,15 il personale della Squadra Mobile e della Volante apre la porta blindata dell’appartamento e abbatte quella della stanza da letto, dove si è rinchiuso il 64enne.
L’uomo è disteso sul letto e farnetica frasi prive di senso. In casa non vi è traccia di armi. Successivamente il medico del 118 riusce a convincerlo a farsi ricoverare volontariamente in psichiatria.
In passato, innumerevoli sono stati gli interventi effettuati su richiesta della ex moglie la quale lamentava continue minacce da parte del marito.
Sono in corso di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria. le condotte aventi rilevanza penale poste in essere dall’uomo, ossia minacce gravi e procurato allarme.




