HomeNotizieCRONACAIttierre, scioperanti pronti all’armistizio: ma a sei condizioni

Ittierre, scioperanti pronti all’armistizio: ma a sei condizioni

 I sindacati consegnano a Bianchi un elenco di richieste: stipendi di giugno prima di riprendere il lavoro, luglio entro il 10 agosto; revisione dei criteri per la cassa integrazione e massima tutela dei dipendenti. In mancanza, la protesta non si ferma. Intanto Brasiello ha incontrato a Roma eventuali acquirenti: previste altre riunioni nei prossimi giorni. Di Trocchio (Femca Cisl): o l’imprenditore abbassa i toni o partono i decreti ingiuntivi. E qualcuno va dalla Guardia di Finanza per consegnare capi di abbigliamento. Capitolo fidejussione: mercoledì 7 agosto nuovo vertice in FinMolise

PETTORANELLO DEL MOLISE-CAMPOBASSO. Prima, l’ennesimo muro contro muro. Da un lato Antonio Bianchi, patron di Ittierre, che invita per iscritto i sindacati a far interrompere lo sciopero, che va avanti ormai da una settimana, “in quanto non totalmente legale”. Dall’altro i lavoratori che, su tutte le furie, minacciano di “partire con i decreti ingiuntivi per il recupero coercitivo e forzoso delle spettanze pregresse e non saldate”, come spiega il segretario della Femca-Cisl, Francesco Di Trocchio. A fa indispettire ancor più le maestranze, le notizie provenienti da Campobasso. Ieri doveva essere il giorno decisivo per la fidejussione da 5 milioni di euro con la quale FinMolise avrebbe permesso all’Ittierre di saldare i debiti con lavoratori, fasonisti e fornitori di beni e servizi del Molise. Ma Bianchi si sarebbe detto contrario a tale soluzione, ritenendola in contrasto con le ‘normali’ politiche d’impresa. Il suo atteggiamento, tuttavia, non sarebbe stato minimamente preso in considerazione dalla Regione, in particolare dall’assessore alle Attività Produttive, Massimiliano Scarabeo, che invece avrebbe ribadito la liceità di un’operazione a carattere straordinario come sostegno al territorio della provincia d’Isernia. Ma la fidejussione, in ogni caso, è slittata almeno di una settimana: mercoledì prossimo, 7 agosto, ci sarà un nuovo Consiglio d’amministrazione di FinMolise per continuare a esaminare la complessa documentazione presentata per lo sblocco dei fondi. Intanto, Scarabeo stamani si è recato a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico, insieme all’onorevole del Pd Danilo Leva e al dirigente regionale Gaspare Tocci. “Oltre a ribadire la massima volontà della Regione per aiutare i lavoratori – si legge in una nota stampa dell’assessore – abbiamo riportato ciò che è stata la situazione in quest’ultima settimana, soprattutto alla luce di ciò che è emerso nel Comitato di pilotaggio anticrisi tenutosi sabato scorso”. Scarabeo ha altresì ottenuto che il tavolo romano continuasse ad occuparsi della delicata vicenda: “Se ci sono davvero gli interessi di ognuna delle parti in causa, la soluzione sarà più facile da trovarsi e i lavoratori potranno vivere un futuro prossimo più sereno”, ha detto a margine dell’incontro. Nella Capitale si è recato anche il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, che stamani, come promesso nei giorni scorsi, ha riferito agli scioperanti – in compagnia dell’assessore comunale Cosmo Galasso – l’esito degli incontri. Intorno al polo tessile di Pettoranello ci sono manifestazioni d’interesse da parte di alcuni acquirenti, ma un unico incontro non è stato sufficiente: ne seguiranno altri nelle prossime settimane. Massimo riserbo, per ora sui nomi. Proprio da parte dei lavoratori, infine, è arrivato un elenco di sei richieste a Bianchi: dopo un ampio confronto, le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Tessili e le Rsu dell’Ittierre, insieme a una delegazione nominata dai lavoratori nelle persone di Simona Azzi, Filomena Armenti e Vincenzo Capone, sono pronte a dare continuità all’attività aziendale. A patto che l’azienda pratichi, in primis, “la massima tutela dei propri dipendenti che, venendo a mancare, provocherà un inevitabile nuovo ricorso a forme di protesta irreversibili; che il pagamento dello stipendio di giugno avvenga immediatamente e comunque prima della ripresa produttiva; che quello di luglio avvenga entro il 10 agosto, come da consuetudine aziendale; che l’Ittierre si attenga in tempo reale allo schema di finanziamento, comunicato dalla Finmolise, per l’ottenimento della fidejussione di 5 milioni di euro finalizzata al pagamento dei dipendenti e dei fasonisti e fornitori di beni e servizi molisani; che l’azienda ridiscuta con la Rsu la rotazione da utilizzarsi nella cassa integrazione ordinaria e proceda ad un nuovo accordo con le organizzazioni sindacali per il secondo periodo di 13 settimane (dal 25 agosto in poi), prevedendo il pagamento diretto da parte dell’Inps e considerando anche la possibilità di poterla trasformare in cassa integrazione straordinaria; infine, che per la questione delle ferie estive ci sia il pieno rispetto delle norme contrattuali e la formale comunicazione del periodo di chiusura, onde evitare altre frizioni tra proprietà e dipendenti”. Frizioni che ieri, come riferito da persone informate sui fatti, avevano spinto alcuni dipendenti a recarsi presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza per consegnare alcuni capi di abbigliamento per invocare delle verifiche. E che avevano portato il Consiglio comunale di Pettoranello, riunitosi in una seduta monotematica ad hoc, ad approvare una delibera per chiedere al prefetto di Isernia l’istituzione di un tavolo permanente sulla vertenza Ittierre. La palla ora, torna nelle mani di Bianchi. A lui la scelta, attesa tra stasera e domani, di accettare le richieste degli scioperanti o di continuare lo scontro a oltranza.

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