La banda sgominata dalla polizia di Potenza aveva colpito anche nell’hinterland di Campobasso: i quattro malviventi, responsabili di truffe e furti in tre regioni, si accreditavano anche come falsi imprenditori

CAMPOBASSO. Aveva colpito anche in provincia di Campobasso la banda di truffatori pugliesi e lucani sgominata dalla polizia di Potenza. Specialisti in furti e truffe consumate in bar, rivendite di tabacchi ed esercizi commerciali principalmente in Basilicata, ma in qualche caso anche in Campania e Molise, i malviventi erano soliti scegliere negozi di piccole comunità, spesso non video sorvegliati. La refurtiva era costituita da gratta-e-vinci, prodotti alimentari e denaro contante. Per le truffe, invece, venivano scelti operatori commerciali ed esercenti di piccoli centri lucani, campani e molisani, ma anche nelle città di Potenza e Matera. In questo caso i malviventi si presentavano come imprenditori o artigiani in procinto di aprire attività commerciali, fornendo documentazione fiscale e atti della Camera di Commercio abilmente contraffatti. Quindi commissionavano merce per cifre variabili da poche centinaia fino a decine di migliaia di euro e sparivano senza pagare, diventando letteralmente fantasmi per i fornitori. Erano abili anche in un altro tipo di truffa: sceglievano i gestori delle aree di servizio dove facevano rifornimento ad una macchina di grossa cilindrata, presentandosi come ufficiali dell’Arma dei carabinieri o come appartenenti alla Polizia penitenziaria. L’indagine è partita in primavera dopo la denuncia di un commerciante truffato che aveva preso il numero di targa dell’auto usata per trasportare una prima parte di alimenti ordinati e mai pagati. Seguendo come un ‘filo d’Arianna’ la Bmw X3 di colore nero utilizzata per accreditarsi come imprenditori presso le vittime, i poliziotti hanno così scoperto una lunga serie di truffe e furti ed identificato i responsabili. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Melfi che ha emesso ordine di arresto per i quattro malviventi, pugliesi e lucani. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Potenza e di Foggia.