HomeSenza categoriaEsclusiva, lievita il finanziamento pubblico ai gruppi consiliari. Errore o scelta fantasiosa?

Esclusiva, lievita il finanziamento pubblico ai gruppi consiliari. Errore o scelta fantasiosa?

La ‘festa continua’: nel 2013 i gruppi consiliari regionali assorbiranno ben 434 mila euro di risorse pubbliche: quasi quanto il Veneto (542 mila), più del doppio della Basilicata (179 mila). Non solo stipendi d’oro e indennità da capogiro per la casta, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise ha deliberato i nuovi importi del finanziamento pubblico da assegnare ai gruppi consiliari. Per il loro funzionamento, la legge nazionale stabilisce che il contributo annuo è determinato in euro 5000 per ogni consigliere regionale, oltre un’ulteriore somma calcolata moltiplicando l’importo di 0,05 euro per il numero di abitanti residenti. Così, attraverso una singolare moltiplicazione, mentre in tutta Italia la spesa pubblica per i gruppi diminuisce drasticamente, in Molise lievita a dismisura. Spendiamo quanto il Veneto (4 milioni di abitanti) e più del doppio della Basilicata (600 mila abitanti). Un consigliere regionale molisano ha 20.683 euro annui a disposizione per le spese di funzionamento del gruppo consiliare. In Basilicata ne ha 5.979, in Veneto 9047.

CAMPOBASSO. Un martedì grasso senza fine. Oltre all’adeguamento verso l’alto degli stipendi dei consiglieri regionali, sul tavolo arriva l’ulteriore piatto ricco del finanziamento pubblico dei gruppi consiliari molisani. Per i quali, però, il calcolo ha qualcosa di davvero singolare. La legge nazionale parla chiaro: “l’importo complessivo da erogare a titolo di contributo annuo per il funzionamento dei gruppi consiliari, al netto delle spese per il personale, è determinato in euro 5000,00 per ogni consigliere aderente al gruppo, a cui aggiungere una somma di euro 0.05 per abitante della regione, risultante dall’ultimo censimento“.

Per fare un esempio, le Regioni Veneto e Basilicata hanno proceduto in questo modo, applicando alla lettera quanto previsto dalla normativa nazionale: alla somma di 5000 euro per consigliere hanno aggiunto 0,05 euro moltiplicati per il numero di abitanti.

VENETO. La Regione Veneto ha 60 consiglieri regionali, 9 gruppi consiliari e 4.857.210 abitanti. Il contributo pubblico da assegnare per il funzionamento dei gruppi è stato calcolato così: 5000 euro x 60 consiglieri = 300.000 euro più 0.05 euro x 4.857.210 abitanti = 242.860 euro annui. Per un totale di 542.860 euro. Questa è la somma complessiva annua da dividere per ciascun consigliere: 542.860 euro/60 consiglieri = 9.047,66 euro annui. In sostanza, un consigliere regionale veneto ha 9.047,66 euro annui a disposizione per le spese di funzionamento del gruppo.

Scarica l’intera deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Veneto.

veneto

BASILICATA. La Regione Basilicata ha 30 consiglieri regionali, 10 gruppi consiliari e 587.517 abitanti. Il contributo pubblico da assegnare per il funzionamento dei gruppi è stato calcolato così: 5000 euro per 30 consiglieri = 150.000 euro annui più 0.05 euro x 587.517 abitanti = 29.375,85 euro annui. Per un totale di 179.375,85 euro. Questa è la somma complessiva annua da dividere per ciascun consigliere: 179.375,85 euro/30 consiglieri = 5.979,20 euro annui. In sostanza, un consigliere regionale lucano ha  5.979,20 euro annui a disposizione per le spese di funzionamento del gruppo.

Scarica l’intera deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata.

basilicata

MOLISE. La Regione Molise ha 21 consiglieri regionali, ben 14 gruppi consiliari e soli 313.660 abitanti. Il contributo pubblico da assegnare per il funzionamento dei gruppi, a differenza delle altre regioni, è stato calcolato così: 5000 euro per 21 consiglieri = 105.000 euro annui; 0.05 euro x 313.660 abitanti = 15.683 euro annui. I 15.683 euro sono stati (ri)moltiplicati per 21, ossia il numero dei consiglieri regionali. Questa la singolare moltiplicazione effettuata dall’Ufficio di Presidenza: 0.05 euro x 313.660 abitanti x 21 consiglieri = 329.343 euro annui. Da aggiungere ai 105.000 euro, per un totale di 434.343 euro. Questa è la somma complessiva annua da dividere per ciascun consigliere: 434.343 euro/21 consiglieri = 20.683 euro. Insomma, in Molise con una popolazione inferiore, con 9 consiglieri regionali in meno della Basilicata e – addirittura – 39 in meno rispetto al Veneto, un consigliere ha 20.683 euro annui a disposizione per le spese di funzionamento del gruppo consiliare. In Basilicata ne ha 5.979, in Veneto 9047.

Se – invece – l’Ufficio di Presidenza avesse utilizzato lo schema adottato dalle regioni citate, si sarebbero ottenute queste cifre: 0.05 euro x 313.660 abitanti = 15.683 euro annui. Da dividere per il numero dei consiglieri (21), e non da moltiplicare: 15.683 euro/21 consiglieri = 746,80 euro.

Il calcolo ingegnoso effettuato, invece, (0.05 euro x 313.660 abitanti x 21 consiglieri) fa pensare tanto alla moltiplicazione dei pani e dei pesci e porta a ciascun consigliere regionale un pacco dono di 14.936 euro in più all’anno. Errore o scelta fantasiosa? In entrambi i casi sarebbe gravissimo. Il dubbio – d’altronde – lo innesca la scelta univoca delle regioni utilizzate come esempio. La filosofia, chiara, della legge nazionale è di favorire il rigore. Tant’è le altre regioni l’hanno ben concretizzato. Difficile pensare che in Veneto non sappiano fare i conti, o che la Basilicata rinunci – senza ragione – a tanti soldi. Impossibile, anche, credere che una legge dello Stato possa avere interpretazioni così ambigue. E se invece fosse errore, è accettabile una svista così clamorosa da parte di un Ufficio di Presidenza? Rimane forte il senso di angoscia se si pensa che queste cifre – così spropositate, soprattutto rispetto all’emergenza del contesto circostante – si aggiungono agli stipendi veri e propri di cui si è ampiamente parlato. Il Molise avrebbe molto bisogno di una scelta di rigore che favorisca l’occupazione dei giovani di talento, che aiuti gli anziani perché abbiano una vita dignitosa e perché gli imprenditori possano ricominciare a programmare il futuro a lungo termine. Questo mare di denaro, così ‘privo di valore collettivo’, uccide ogni speranza.

picchiorosso

LA DELIBERAZIONE DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA N°89 DEL 30/07/2013

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