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Minacce di morte a Vincenzo Musacchio

Il presidente della Commissione regionale anticorruzione oggetto di una lettera minatoria in cui viene tirata in ballo anche la sua famiglia: “Hai toccato le persone sbagliate”. Il 6 settembre l’incontro pubblico per fare il punto sulla situazione. Obiettivo: spiegare e valutare se la battaglia contro la corruzione in Molise dovrà continuare o terminare

CAMPOBASSO. Un foglio a quadretti, con una scrittura tremolante, quasi da bambino. Ma con frasi intrise d’odio, inquietanti: “Terzo avvertimento. Ultimo! Ora basta! Se continui a parlare finisci sotto terra! Hai toccato le persone sbagliate. Stai attento alla tua famiglia!”. Poi, una sigla indecifrabile a sottoscrivere la lettera minatoria: ‘N.C.O’. Destinatario della missiva, nella sua casa di Portocannone, il professor Vincenzo Musacchio, presidente della Commissione regionale anticorruzione del Molise. E’ l’Osservatorio Molisano sulla Legalità a rendere noto l’accaduto con una nota stampa cui è allegato il link dal quale è possibile vedere la foto della lettera anonima: ”Venerdì 6 settembre, alle ore 16,30, presso la sede dell’Osservatorio Molisano sulla Legalità (via Mazzini 38/A, “Terzo Spazio” – Campobasso) il presidente della Co.re.a Molise terrà un incontro pubblico con i cittadini molisani, con tutti i membri di Co.re.A. e con chiunque desideri partecipare. Obiettivo: spiegare e valutare se la battaglia contro la corruzione in Molise dovrà continuare o terminare. Sarà un importante banco di prova, dopo le minacce di morte ricevute dal presidente Musacchio, per verificare da che parte intendono stare i molisani in merito al fenomeno corruzione”. Il numero uno dell’associazione, insomma, non vuol essere lasciato solo, nella difficile battaglia che sta portando avanti in Molise. Al professor Musacchio, che provvederà in giornata a denunciare l’accaduto agli organi di polizia, la solidarietà della redazione e l’invito a non mollare. 

Riportiamo il contenuto integrale della lettera aperta da lui vergata indirizzata ai “molisani onesti”:

Lettera aperta ai molisani onesti

“E’ da un po’ di tempo a questa parte che la Commissione Regionale Anticorruzione – nella mia persona – riceve quasi quotidianamente messaggi subliminari. Attraverso questa subdola forma di comunicazione, si cerca probabilmente di ottenere l’isolamento della nostra istituzione. Oggi, purtroppo, è arrivata anche la prima vera minaccia. Prima di quest’ultima bieca azione criminosa che rendo pubblica e che questa volta denuncerò all’autorità di polizia, ho ricevuto altre due lettere che ho provveduto a stracciare perché ritenevo fossero solo frutto di qualche mitomane o esaltato. Sia nella prima che nella seconda lettera il succo era quello di stare zitto ma senza alcuna minaccia diretta. Resto fermamente convinto che parlare di corruzione, di legalità e di etica pubblica agli studenti, ai cittadini, nelle istituzioni pubbliche e private in una regione come il Molise non dovrebbe essere ragione di dubbi o insinuazioni ma di certezze e di sostegno pieno. Purtroppo non è proprio così. Se è vero che, culturalmente, si sono fatti dei passi avanti rispetto al passato, la nostra associazione e la mia persona in primis, ultimamente, come del resto anche in precedenza, non è vista di buon occhio o addirittura peggio è ignorata. Molti mi scrivono o mi dicono di persona “chi te lo fa fare? E’ tempo perso tolto alla tua famiglia”, “vedrai te la faranno pagare”. Io credo invece di meritare sostegno e solidarietà e vorrei che si cominciasse soprattutto dall’impegno che si può mettere svolgendo il proprio lavoro fino in fondo. Io diffondo i valori della legalità e dell’etica pubblica da oltre venti anni nelle Università (Campobasso, Roma, Parma, Napoli) dove ho insegnato diritto penale. I miei studenti questo lo sanno bene! Ho avuto anche tantissime soddisfazioni perché molti di loro oggi sono bravi insegnanti, avvocati, magistrati, professionisti e lavoratori seri ed integerrimi. Leggere pochi giorni fa testualmente da un avvocato penalista del foro di Campobasso: “Chi è ‘sto Musacchio? Resto perplesso sulla cosiddetta commissione anticorruzione che altro non è, se non sbaglio, una semplice associazione privatistica… aspetto ancora con ansia una smentita sul fatto che si tratta di una mera associazione privatistica”. Come se una associazione privatistica radicata in quasi in tutti i Comuni molisani (che ha avuto elogi e riconoscimenti a livello nazionale, europeo ed internazionale) non sia legittimata a lottare contro la corruzione e a diffondere la cultura della legalità e dell’etica pubblica nel nostro territorio (preciso che più volte ho chiesto l’istituzionalizzazione regionale sia a Iorio che a Frattura ma nessuno dei due ha dato mai una risposta in merito). Comunque, non è, e non sarà l’unico tra i detrattori e sono certo ne verranno altri che inculcheranno i dubbi sulla nostra associazione, sulla mia persona e su i vari componenti ma questo è accettabile. Il 14 agosto, dopo quasi un anno di funzionamento ineccepibile, il Blog della nostra Commissione ha subito un attacco degli hacker impedendo ai tantissimi frequentatori la visione dei contenuti, ma anche su questo ho cercato di sorvolare evitando la segnalazione alla polizia postale, come molti mi suggerivano, e aprendo un nuovo Blog. Ma oggi, con delle minacce di morte non solo a me ma persino alla mia famiglia credo che si sia toccato il fondo (un vero atto ignobile di vigliaccheria allo stato puro!). Sono sicuro che il potere del discredito, o delle mezze frasi allusive, potrebbe anche avere la meglio ma per nostra fortuna il giornalismo locale fa informazione pertanto si può ancora combatterlo. Ma contro una minaccia di morte a me ed alla mia famiglia cosa posso fare? Io non so se la minaccia sia attendibile o meno, e non è mio compito stabilirlo, certo i segnali ricevuti non sono pochi. Posso continuare ancora? Non lo so! Davvero non so rispondere. Sono profondamente amareggiato, deluso, nauseato e oggi ho anche un po’ paura non lo nascondo. Forse se il ruolo della società civile cominciasse ad essere finalmente determinante, senza dipendere dai soliti “notabili” ancora potrei avere il coraggio, la spinta e gli stimoli necessari. La nostra associazione e tutti i suoi componenti, e ne sono davvero tanti ad oggi, crede che non si possa delegare solo alla sola magistratura la lotta alla corruzione e agli abusi della P.A., al di là delle sentenze, il problema è primariamente culturale, politico e sociale. Il punto non è quindi quello di condividere necessariamente le politiche della legalità e dell’etica, o accettare acriticamente qualsiasi nostra scelta od opinione (spesso anche noi sbagliamo). Ma semplicemente credere fino in fondo nel ruolo che ciascuno ha e svolgerlo al meglio delle proprie possibilità. Io ho cercato e cerco di fare soltanto questo, nulla di più (me lo ha insegnato un maestro al di sopra di ogni sospetto: il Giudice Antonino Caponnetto). A questo punto forse è bene che i molisani stiano attenti e si sveglino tutti insieme dalla colpevole indifferenza e dallo strisciante opportunismo, e scelgano al più presto e senza timori da che parte stare. Credo che per me ora sia arrivato il momento di fare un passo indietro perché senza sostegno delle istituzioni politiche locali, isolato ad ogni livello operativo e soprattutto oggi minacciato perfino negli affetti, ritengo di non poter più continuare questa battaglia solitaria. Terrò un incontro pubblico con tutti i cittadini molisani e con tutti i membri di Co.Re.A. e con chiunque desideri partecipare, nella città di Campobasso il giorno 6 settembre alle ore 16,30 presso la sede dell’Osservatorio Molisano sulla Legalità – Terzo Spazio – in Via Mazzini, 36 per spiegare e per valutare se questa battaglia continuerà o giungerà al capolinea come credo. Ringrazio sin d’ora comunque tutti, nessuno escluso. Fino al 6 settembre staremo in silenzio assoluto affinché in esso si trovi il tempo per riflettere attentamente e meditare su cosa sta accadendo intorno a noi e sulle decisioni importanti da prendere per il futuro, a condizione che ve ne sia ancora uno! A tutti politici molisani che ci hanno sempre ignorati voglio dire che alla fine se pure finirà questa bellissima esperienza i miei grandi valori restano quelli che mi hanno insegnato i miei genitori da bambino e che io continuerò ad insegnare ai miei figli e ai miei studenti (che per me sono come figli). Almeno questo spero non me lo potrà negare nessuno!”

VINCENZO MUSACCHIO
Presidente della Commissione Regionale Anticorruzione del Molise

 

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