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Radon, Cicchetti: dati parziali, la scuola non andava chiusa

L’imprenditore, titolare dei locali dell’asilo San Giovanni Bosco, fa chiarezza sulla scorta del parere di un esperto: non basta dire che con un picco rilevato si è in presenza di gas. Un monitoraggio istantaneo dei locali della sua azienda, sottostante alla scuola materna, non mostra valori oltre soglia

ISERNIA. Nessun rischio per la salute. Vuole mandare un messaggio rassicurante ai cittadini di Isernia, l’imprenditore Mimmo Cicchetti. Il titolare della Cicchetti Industrie Grafiche, proprietario dei locali che ospitano la scuola materna San Giovanni Bosco, chiusa dal Comune di Isernia a seguito di un presunto picco di gas radon registrato alcuni mesi fa nel corso dei rilievi dell’Arpa Molise, ci tiene a infondere la massima tranquillità nei genitori dei piccoli alunni dell’asilo di San Lazzaro. Per questo, forte del parere del responsabile della sicurezza della sua azienda, il dottor Mimmo Lucarelli, spiega come non si possa assolutamente parlare di allarme radon in città, o ancor più nella scuola materna o nell’area sottostante, che ospita la storica tipografia isernina. “Quelli diffusi sono dati parziali – spiega Cicchetti – tant’è vero che è la stessa Arpa Molise, nei documenti inviati alle istituzioni, prima che a noi, ad attestare la necessità di approfondire le indagini. Il radon è un gas naturale per il quale non esiste la certezza assoluta sui metodi di misurazione. Ci sono delle linee guida regionali che disciplinano la materia, pur non avendo valore di legge. Dunque, in mancanza di una metodica accettata come universale, senza prima aspettare il tempo tecnico richiesto dalla legge, pari a un anno, non si può affatto affermare che si sia registrato il superamento dei valori soglia previsti dal Decreto legislativo 230/1995”. In altre parole, non basta dire che con un picco rilevato si è in presenza di radon. Trattandosi di un gas naturale, infatti, l’effetto di radiazione può essere anche momentaneo e può trovarsi ovunque. “Per questo – prosegue l’imprenditore, pur nel rispetto del lavoro compiuto dai tecnici dell’Arpa e dall’Ufficio igiene dell’Asrem, voglio chiarire che probabilmente non c’era nemmeno bisogno di chiudere la scuola. Prima di prendere una posizione bisognava aspettare la fine di ottobre, ovvero la conclusione del progetto di monitoraggio del radon e non diffondere dati parziali quando tra due mesi, siamo certi, sarà tutto risolto. Si scoprirà che il radon non c’è e che i bambini possono tranquillamente tornare in classe, nella loro scuola”. A suffragio di tali affermazioni, Cicchetti svela di aver affidato a Lucarelli un monitoraggio istantaneo dei locali della sua azienda (capillare al punto da non escludere nemmeno le piastrelle dei bagni), dopo la divulgazione dei dati dell’Arpa. E i dati riscontrati sono assolutamente al di sotto dei valori soglia. Un dato che lascia ben sperare. “Se il radon fosse davvero presente a livelli di guardia nel piano sopraelevato dell’immobile di mia proprietà – argomenta – cioè nei locali che ospitano l’asilo, significherebbe che i vani seminterrati, dove cioè opera in concreto la Cicchetti Industrie Grafiche, dovrebbero essere saturati dal gas. Invece, i dati in nostro possesso dimostrano il contrario. L’ulteriore riprova che i materiali utilizzati dall’azienda non c’entrano nulla e che il gas non supera affatto i limiti di legge”. Non solo: a tutela della salute dei dipendenti, l’imprenditore annuncia che, nei prossimi giorni, si recherà in azienda anche il professor Gismondi, fisico nucleare esperto in materia di radon, che proseguirà nei rilievi quotidiani sulla scorta di quanto fatto dal responsabile della sicurezza, il dottor Lucarelli, così da non lasciare nulla al caso.

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