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Pietrabbondante, affiorati altri tesori archeologici

Gli ultimi ritrovamenti del professor Adriano la Regina consistono in reperti osci e nei resti di una domus romana. Il sindaco Giovanni Tesone chiede nuovi fondi alla Regione Molise e all’Inasa 

PIETRABBONDANTE. Un altro inestimabile tesoro è riaffiorato dall’area archeologica di Prietrabbondante, in località Calcatello. Dopo il teatro e il tempio sannita, sono stati riportati alla luce reperti risalenti agli osci e i resti di una domus romana. Questi i risultati, presentanti in conferenza stampa, della campagna di scavo guidata da Adriano La Regina, direttore dell’Inasa (Istituto Nazionale Archeologia e Storia dell’Arte) e finanziata con delibera Cipe dalla Regione Molise e dal Comune di Pietrabbondante. Testimonianze pre-sannitiche, dunque, come il basamento di un altare con una testa di leone, che potrebbero cambiare la storia. “La certezza che questi ritrovamenti appartengano agli osci – commenta Giovanni Tesone, sindaco del Comune altomolisano – arriva da una lastra con iscrizioni nella caratteristica lingua di questa popolazione, trovata poco distante. Per noi è la conferma che a Calcatello c’è una miniera di reperti che possono contribuire a riscrivere molte pagine di storia”. Lo scavo, condotto da studenti italiani e stranieri, è l’ultima delle tre campagne finanziate, per un valore complessivo di 750mila euro. “La ricchezza dell’area archeologica di Pietrabbondante – continua Tesone – ci spinge a chiedere con forza un ulteriore aiuto alla Regione Molise e all’Inasa. Solo un terzo dell’area è stata esplorata e non possiamo trascurare un bene così prezioso in grado di rilanciare l’economia della regione intera. Purtroppo la visita si limita all’area sannitica perché non abbiamo infrastrutture per il soggiorno dei turisti. Una carenza – si augura il primo cittadino – che con l’aiuto delle altre istituzioni dobbiamo colmare”. Il sito, che solo ad agosto ha accolto più di 5mila visitatori, ha ricevuto lo “Scudo Blu”, importante riconoscimento dell’Unesco. Durante la conferenza, il professor La Regina ha spiegato che “lo scavo ha restituito un altro tempio che si aggiunge agli altri edifici sacri di questo complesso religioso, oltre a un’iscrizione dedicata a un magistrato dello Stato, tale Ennius, che può facilmente essere avvicinato alla famiglia del poeta latino Ennio. Il tutto a conferma dell’importanza storica, religiosa, istituzionale di Pietrabbondante per comprendere il mondo sannita”. All’evento ha partecipato anche Pierpaolo Nagni, assessore regionale ai Lavori pubblici, che ha poi visitato, insieme al sindaco, l’area archeologica e il costruendo museo.

M.I.

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