“Dimezzeremo gli stipendi”, prometteva il governatore Frattura in campagna elettorale. Il Consiglio regionale del Molise a fine luglio ha approvato la legge di recepimento del decreto Monti sulla riduzione dei costi della politica. Confrontando la busta paga del mese di luglio con quella di agosto, però, non c’è traccia di sforbiciate, riduzioni e dimezzamenti: fioccano 1.023,88 euro in più per un consigliere capogruppo. Intanto, dibattito acceso sul cosiddetto fondo per i portaborse, 2.451 euro (da aggiungere alle già elevate indennità) esentasse e non rendicontabili. Francesco Totaro (Pd) denuncia: “Va abrogato, altrimenti continueremo a percepirlo”. Filippo Monaco annuncia: “E’ già sparito dalla busta paga”. Ma un dirigente regionale chiarisce: “Il fondo è semplicemente e momentaneamente congelato, in attesa di decisioni della politica”. Sono già in programma manifestazioni popolari di protesta.

CAMPOBASSO. Non si comprende ancora perché si parli di riduzione dei costi della politica se la riduzione – oggettivamente – non è mai avvenuta. A dimostrarlo, oggi, finalmente numeri e carte a conferma di quanto scritto e denunciato da mesi.

BUSTE PAGA A CONFRONTO. Nel mese di luglio, prima che Palazzo Moffa recepisse il decreto Monti, la busta paga di un consigliere regionale era composta dalle tre voci: indennità di carica, rimborso spese e diaria. Dopo l’approvazione della nuova legge regionale sui costi della politica, il cedolino risulta composto dall’indennità di carica, di funzione e dal rimborso spese di esercizio del mandato. L’indennità di carica è identica per tutti, 6.000 euro (importo lordo mensile). A variare è l’indennità di funzione, in base al ruolo ricoperto a Palazzo: presidente di gruppo consiliare, presidente di commissione consiliare e segretario del Consiglio regionale percepiscono 750 euro in più, che diventano 1.500 per il vicepresidente del Consiglio e gli assessori regionali e si raddoppiano per il presidente della Giunta e del Consiglio. Paolo Frattura e Vincenzo Niro, infatti, si vedono aggiunti 3.000 euro lordi al mese. Il rimborso spese, non tassabile, ammonta per tutti a 4.500 euro ed è erogato per l’esercizio del mandato. A conti fatti, un consigliere regionale con funzioni da capogruppo, residente a Campobasso, nel mese di luglio ha percepito 6.823, 31 euro netti di stipendio. Ad agosto, dopo la presunta riduzione, ne ha intascati ben 7.847,50. Del dimezzamento delle indennità promesso e annunciato in campagna elettorale dal centrosinistra non c’è traccia alcuna.

                                                                                   LUGLIO 2013: 6.823, 31 euro netti.      AGOSTO 2013: 7.847,50 euro netti.

luglio2013agosto2013

BONUS ARTICOLO 7. (Il cosiddetto fondo per i portaborse). Che fine ha fatto l’emolumento aggiuntivo dei 2.451 euro netti e non rendicontabili che spettano a ciascuno dei 21 consiglieri regionali, liquidati ai sensi della legge regionale n. 7 del 2002? Nel mese di luglio è stato erogato e intascato. In sostanza, il consigliere regionale con funzioni da capogruppo il mese scorso si è visto accreditare 9.274,31 euro (6.823,31 euro in busta paga + 2.451 euro di fondo fuori busta). Nel mese di agosto, il fondo non è ancora stato erogato in attesa che venga disciplinato (ossia reso rendicontabile), abrogato o addirittura dichiarato incompatibile, dallo Stato centrale, con la nuova normativa vigente. Francesco Totaro, capogruppo Pd in Consiglio regionale, ha recentemente denunciato: “Quel fondo va abrogato, altrimenti continueremo a percepirlo. Chi vi rinuncia oggi lo percepirà tutto a fine mandato”. Filippo Monaco, membro dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Moffa che ha materialmente elaborato i nuovi importi degli stipendi dei consiglieri, esulta: “L’articolo 7 è già sparito dalla busta paga”. Chiarisce il tutto un dirigente del Consiglio regionale: “Il fondo non è abrogato, è semplicemente e momentaneamente congelato in attesa di nuove indicazioni e pareri legislativi”. Insomma, non c’è parere, comunicato stampa o interpretazione normativa che tenga: senza abrogazione, il fondo resta là.