Il direttore del Maci insignito del Premio arti plastiche 2012 dall’Accademia internazionale dedicata al poeta e filologo rumeno, che annovera tra i suoi fondatori due premi Nobel. La straordinaria serie di successi in campo artistico di Campellone hanno proiettato il Molise alla ribalta in tutta Italia
ISERNIA. Pietro Campellone insignito del Premio arti plastiche 2012 dall’Accademia internazionale Mihai Eminescu, che annovera tra i suoi fondatori due premi Nobel. A consegnare l’ambito premio al direttore del Maci, il museo d’arte contemporanea d’Isernia, è stato il presidente dell’Associazione Eminescu, Ion Deaconescu.

Campellone, nel corso gli anni, ha allestito mostre di valore eccelso a costi notevolmente ridotti presso la sede del Maci, sito presso l’Officina della cultura e del tempo libero di via Pio La Torre e unico polo d’arte contemporanea nella regione Molise. La prima esposizione ospitata, ‘L’arte in testa-Storia di un ossessione da Picasso ai nostri giorni’, fu recensita anche dal notissimo critico Luca Beatrice, oggi curatore della Biennale di Venezia. Il quale, parlando della mostra, scrisse: “L’arte in testa è un titolo bellissimo che si deve alla genialità di Campellone, poiché la verità ce l’hai sempre davanti agli occhi. Lui non ha fatto altro che guardare dentro se stesso sintetizzando in due parole la mania compulsiva del collezionista, del ricercatore, dell’appassionato che dedica una parte importante della vita alla ricerca della bellezza”.

Dopo l’esordio col botto, altri autori di prestigio sono arrivati a Isernia grazie all’intuito e alla capacità di Campellone: da Helena Manzan, un’artista apprezzata in Sudamerica ma molisana d’adozione, collezionata finanche dal grande ex calciatore Pelè che ha una passione neanche tanto segreta per l’arte, a Tarik Berber, giovane artista bosniaco che vive e lavora, da anni, tra Firenze e Berlino. Ha soli 30 anni ma è già rappresentato dalla Galleria Poggiali di Firenze – una tra le prime cinque gallerie d’esposizione d’Italia – dove è valutato tra i 3 e i 5mila euro ad opera. Nel 2009, al Maci, approdò addirittura Donald Baechler, uno dei dieci artisti migliori in campo internazionale. Mentre nel 2011, sempre presso l’Officina della Cultura, fu ospitato il padiglione della Biennale di Venezia, giudicato dal grande critico d’arte Vittorio Sgarbi addirittura “il migliore d’Italia dopo Venezia per l’organizzazione e il valore delle opere presentate al pubblico”. Enorme l’orgoglio di Campellone, curatore dell’esposizione, che poco dopo si è ripetuto alla grande con la mostra dell’artista napoletano Antonio Barbagallo, le cui opere sono state presentate in numerose gallerie e manifestazioni a livello nazionale e internazionale e fanno parte di prestigiose collezioni private.
6-06-2012



