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Ittierre, slitta il tavolo ministeriale. L’allarme della Cisl: l’azienda sta affondando

[widgets_on_pages id=”apertura”] PETTORANELLO. Ancora una slittamento. Il tavolo ministeriale romano per discutere dell’Ittierre, previsto per domani pomeriggio, slitta ancora una volta. A quanto pare, come spiega Francesco Di Trocchio della Femca Cisl, per la nomina del neo amministratore delegato, Alberto Manganiello, che dovrà prima esaminare attentamente la situazione, per poter discutere del futuro dell’azienda. Altra ragione del rinvio, però, deriverebbe anche dalla richiesta di ammissione a concordato preventivo presentata dal patron dell’azienda, Antonio Bianchi: di fatto, l’interlocutore del ministero diventa invece il giudice del tribunale di Isernia. Quello stesso magistrato che dovrà pronunciarsi sullo sblocco dei pagamenti nei confronti dei lavoratori senza stipendio da agosto.

Sull’ennesimo posticipo del tavolo è intervenuto anche Stefano Ruvolo, della Femca Cisl nazionale, che ha espresso tutta la propria preoccupazione: ” Il rinvio riveste carattere di gravità – si legge in una nota sindacale – perché l’azienda sta affondando nella sua attività produttiva, industriale ed occupazionale, oltre che finanziaria. Le notizie allarmanti dell’abbandono dei contratti degli stilisti con Ittierre si susseguono e l’azienda ci sembra avviata ad uno stallo produttivo ed industriale . Siamo fortemente preoccupati non solo per l’occupazione ad Isernia, ma anche per la sopravvivenza stessa dell’azienda. Nel settore moda saltare una stagione significa perdere quote di mercato e clienti in maniera così veloce da rendere praticamente inutile ogni ipotesi di successivo riavvio, in particolare per una azienda come la Ittierre che vive di contratti con le grandi firme del sistema moda. Per questa ragione – continua Ruvolo – sollecitiamo nuove compagini azionarie che possano rilevare l’azienda e ridare continuità produttiva ed occupazionale. Sollecitiamo il Mise, innanzitutto, la Regione Molise e le altre organizzazioni sindacali a trovare nuove possibilità imprenditoriali per l’azienda, pena un lungo declino e l’asfissia produttiva ed occupazionale. Un nuovo assetto imprenditoriale che presenti un nuovo piano industriale al Tribunale di Isernia e al giudice delegato , al ministero e alle organizzazioni sindacali, e che dia nuovo fiato occupazionale e produttivo alla azienda. Il tempo – conclude la Cisl – ci sembra scaduto e non si può più aspettar”e.

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