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Nicola Cefaratti: “Basta demagogia, serve un sindaco competente”. E non esclude clamorose novità

Uno degli Assessori più attivi e apprezzati della Giunta Di Bartolomeo si confessa in esclusiva a Campobasso-news, tra importanti progetti realizzati e altri in cantiere 

 

CAMPOBASSO. Nicola Cefaratti, Assessore al Comune di Campobasso, l’unico sopravvissuto ai cambi imposti dal Sindaco Di Bartolomeo e sicuramente tra i più apprezzati dall’opinione pubblica. Persino dall’opposizione di centrosinistra. Di questi tempi non è certo cosa da poco. Un “tecnico” che cinque anni fa si è dato alla politica e che oggi intervistiamo per parlare delle ormai imminenti elezioni comunali.

Assessore, a primavera si torna a votare. Il dibattito in città è ormai aperto. I cittadini e la politica sembrano dividersi sempre più in mille fazioni. Da che parte sta Nicola Cefaratti?

“Maggio si avvicina e le forze politiche, la società civile e tutti coloro che hanno a cuore il presente e il futuro di questa città hanno quindi l’obbligo e il dovere di rimboccarsi le maniche e di iniziare a lavorare con impegno e determinazione sulle idee e sulle risorse umane da mettere in campo per questa nuova tornata elettorale. Voglio dare il mio contributo al dibattito focalizzando innanzitutto l’attenzione su un paio di aspetti. Oggi, come non mai, quello del primo cittadino è un ruolo delicatissimo, bisogna fare i conti con tanti sacrifici e dover affrontare ogni giorno problematiche di vario tipo. Questa premessa è doverosa, perché rappresenta l’ideale punto di partenza per un confronto politico serio, sobrio e responsabile, che metta da parte strumentalizzazioni e populismi che di certo non aiuteranno la città ad affrontare e superare questa complicata fase economica e a farle fare il fatidico salto di qualità. Così come è giusto sottolineare che non si amministra contro qualcosa o contro qualcuno, ma solo per dare un servizio ai cittadini. Non ci si può candidare contro il Governo Frattura, contro Di Bartolomeo o contro chicchessia. Adesso contano le proposte, nient’altro. In giro ci sono già troppi urlatori e demagoghi. Io, se lo vuole sapere, sto dalla parte di chi vuole amministrare seriamente questa città. Il resto non mi appassiona e credo non appassioni più nemmeno gli elettori”.

In effetti lei non è uno amante della “polemica politica”, non è uno che ama stare sul pezzo da questo punto di vista. Ma ama lavorare molto (gli estimatori dicono fino a tarda sera) sui progetti…

“Purtroppo le mie giornate sono lunghe e a volte appaiono interminabili, ma non mi pento di aver ‘sgobbato’ in questi anni a Palazzo San Giorgio su progetti che hanno visto la luce e che cambieranno concretamente il volto della città. Basti pensare, stando all’attualità, alla raccolta differenziata, già operativa per le utenze commerciali, che a breve riguarderà tutto il centro di Campobasso, l’impegno messo in campo sul tema delle risorse energetiche (che farà risparmiare tanti soldi ai cittadini) e quello cardine della sicurezza delle scuole. Ho dovuto combattere contro l’assenza di risorse e i ritardi burocratici, ma non si può dimenticare che, grazie alla programmazione già avviata, nel giro di tre anni tutti gli istituti del Capoluogo saranno sicuri e a norma. Questa per me è la politica. Si può sempre fare di più, si può sempre fare meglio. Ma la comunità la puoi aiutare solo con azioni concrete, anche se queste avvengono tramite piccoli passi”.

A proposito di raccolta differenziata, sappiamo che per l’avvio definitivo importante è il rapporto tra Comune e Regione. Cosa è cambiato con l’arrivo della nuova Giunta a via Genova?

“Continua l’ottima collaborazione istituzionale, sul tema della raccolta differenziata serve un piano regionale dei rifiuti adeguato alle esigenze della Regione e della città Capoluogo e credo che anche su questo tema i due enti collaboreranno in modo proficuo”.

Va bene, ma non può sottrarsi a una domanda netta e precisa. Che non possiamo non farle: si candiderà alle prossime elezioni?

“Non ho ancora deciso. Sono valutazioni che richiedono tempo e serie riflessioni. Però la passione che ho messo in campo in questi anni è la stessa che mi spinge a non lasciare le cose a metà. Tanti progetti sono stati realizzati, altri sono in cantiere e mi piacerebbe, perché no, portarli al termine. Vedremo”.

Tornando agli estimatori. C’è chi per lei già prevede il “salto di qualità”…

“La politica toglie tempo agli affetti, ti sconvolge la vita. Ma se va fatta in un certo modo, se al posto dei personalismi e delle polemiche futili ci sono i programmi, le idee e soprattutto il lavoro, allora diventa importante. E quindi un sacrificio che vale davvero la pena di compiere. Non so cosa intende lei per salto di qualità… Se ci saranno certe condizioni, io forse ci sarò e mi sottoporrò al giudizio degli elettori”.

Abbiamo capito, ma con quale ruolo? Perché qualcuno – è giusto a questo punto essere diretti – ritiene che sia lei il candidato sindaco ideale

“Ah sì? Ringrazio questo qualcuno per la stima allora. Ma la domanda a questo punto deve porla ai campobassani e non certo a me. Credo che non basti qualcuno per designare un candidato sindaco e le autocelebrazioni non fanno parte del mio repertorio”.

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