HomeREGIONEPrimarie del centrodestra a Campobasso. Spuntano i primi nomi

Primarie del centrodestra a Campobasso. Spuntano i primi nomi

Colagiovanni, Scasserra, Cavaliere, De Matteis e Cefaratti. Altri si aggiungeranno nelle prossime settimane. Lo strumento delle consultazioni all’americana ritenuto indispensabile per tentare la vittoria

 

CAMPOBASSO. Dopo tanta incertezza, comincia finalmente a delinearsi il quadro politico in vista delle prossime elezioni comunali a Campobasso. Se il centrosinistra sembra ormai da tempo indirizzato verso le già collaudate primarie aperte e di coalizione, nel centrodestra la situazione fino a qualche giorno fa sembrava piuttosto complessa e confusa. Ma anche da quelle parti, oramai, sta prendendo sempre più piede l’ipotesi primarie. Lanciate dal Pdl la scorsa estate, sembrano ora raggiungere un numero sempre più alto (basta leggere i giornali) di consensi tra dirigenti, eletti e soprattutto elettori e simpatizzanti. Uno strumento che può senza dubbio dare nuova linfa ad una coalizione che ha attraversato mesi di difficoltà e che adesso vorrebbe tornare a crescere partendo dal basso. Un metodo che, tra l’altro, potrebbe di certo aiutare a far ritrovare la compattezza ad un gruppo che, per la prima volta dopo anni, appare diviso in correnti e fazioni. I candidati alla prima sfida elettorale interna al centrodestra molisano? Forse è prematuro fare nomi, anche se quelli di Salvatore Colagiovanni e Michele Scasserra girano ormai da tempo. Senza dimenticare poi un big come Nicola Cavaliere (il consigliere regionale non ha voluto escludere a priori la sua partecipazione alla competizione) e l’attuale presidente della Provincia Rosario De Matteis. A questi si aggiunge nelle ultime ore quello del giovane assessore comunale Nicola Cefaratti, uno dei più attivi a Palazzo San Giorgio. Anche perché le primarie non devono e non possono essere viste come una bocciatura netta all’attuale Amministrazione, che nonostante i ben noti errori commessi, ha saputo comunque portare a casa risultati importanti in un contesto economico e sociale sicuramente non favorevole. Le primarie non sono uno strumento utile a rinnegare in toto il passato, servono piuttosto a riformare profondamente il centrodestra senza dimenticare da dove si è partiti, ovvero da quella emblematica e sonora vittoria del 2009 firmata Gino Di Bartolomeo dopo decenni di dominio ‘rosso’. E’ la politica che rinasce ed evita di cedere il passo a soluzioni improvvisate o a derive populiste. Perché la democrazia, piaccia o no, non può fare a meno dei partiti. E solo attraverso un loro deciso rinnovamento può produrre i suoi frutti migliori. Campobasso inclusa.

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