In caso di mancata legge sul riordino delle Province, l’ente pentro tornerebbe alle urne nel 2014. Ma la proposta di ricandidatura del presidente uscente, venuta fuori da una riunione del centrodestra, non va giù ad alcune componenti della coalizione, che potrebbero correre in autonomia  a tutto vantaggio del centrosinistra

 

ISERNIA. La provincia di Isernia potrebbe tornare al voto nel 2014. È un’ipotesi che diventerebbe realtà se il Parlamento non approvasse entro la fine dell’anno una legge sul riordino delle Province. In tal caso, andrebbero alle urne tutte le Province commissariate e quelle in scadenza di mandato. Tra cui, appunto, anche quella guidata da Luigi Mazzuto, il cui mandato scadrà a giugno. Una prospettiva, quella delle nuove elezioni, che ha risvegliato dal torpore degli ultimi mesi gli uomini del centrodestra.  Sì, perché l’idea che anche l’ente di Via Berta, così come la Regione e il Comune di Isernia, possa finire nelle mani della coalizione avversaria, fa piuttosto paura. Stando ai rumors, tuttavia, per alcune componenti del centrodestra, ancora meno plausibile sarebbe l’eventuale ricandidatura di Mazzuto a presidente della Provincia. Voci di corridoio, infatti, riferiscono che nei giorni scorsi si sarebbe già tenuto un incontro con l’ex governatore Michele Iorio per discutere delle prossime mosse in caso di nuove elezioni. Nel corso della riunione, a quanto pare, sarebbe stata assicurata la ricandidatura a Mazzuto. Ma la posizione del presidente dell’ente di Via Berta appare tutt’altro che blindata. A buona parte della coalizione, infatti, questa proposta non sarebbe piaciuta per niente. La soluzione auspicata per le prossime eventuali elezioni, invece, sarebbe quella di una scelta collegiale del candidato, contro quella dell’imposizione dall’alto. Solo in questo modo la coalizione potrebbe affrontare la campagna elettorale compatta. In caso contrario, sarebbe più che probabile la corsa in solitaria di qualche partito, come accadde già nel 2009 con Giovancarmine Mancini. Se si dovesse realmente tornare al voto, le lotte intestine e le spaccature del centrodestra darebbero un indiscutibile vantaggio per il  centrosinistra che, di certo, non rimarrebbe a guardare gli avversari che si sbranano tra di loro.

VD