In una lettera inviata al Ministro dello Sviluppo economico, l’eurodeputato  ha auspicato la possibilità di una più ampia interpretazione del provvedimento, in maniera tale da includere anche la nostra Regione tra quelle destinatarie delle agevolazioni per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità

 

VENAFRO. Il Molise per ora è fuori. L’articolo 3 della legge 99/2013 che prevede “misure urgenti per l’occupazione giovanile e contro la povertà del Mezzogiorno” sembrerebbe escludere da tali territori la nostra Regione. Sulla questione, sollecitato dall’amministratore unico di dell’Agenzia Sviluppo Italia Molise, Domenico Testa – che in una nota scritta lo scorso 24 settembre invitava il presidente della Regione Frattura, il sottosegretario De Camillis e gli onorevoli molisani Ruta, Leva e Venittelli a farsi parte attiva per scongiurare il pericolo, ricevendo risposta dal solo Leva, che ha presentato un’interrogazione al ministro Flavio Zanonato – pertanto, è intervenuto l’europarlamentare Aldo Patriciello. L’eurodeputato venafrano ha scritto una lettera allo stesso ministro dello Sviluppo economico sulla possibilità di una più ampia interpretazione del provvedimento, che possa includere anche il territorio molisano.  Riportiamo il contenuto integrale della sua missiva.

“Il decreto legislativo 185/2000  contiene una serie di misure di agevolazione per l’autoimprenditorialità e il lavoro autonomo operative su tutto il territorio nazionale, per le quali, attualmente, non è più possibile avanzare candidature a causa del sopraggiunto esaurimento delle risorse disponibili (Gazzetta ufficiale n. 96 del 24.04.2013). L’articolo 3 della legge 99/2013 che prevede “misure urgenti per l’occupazione giovanile e contro la povertà del Mezzogiorno”, stanzia delle somme provenienti dal Fondo di rotazione di cui alla Legge 183/87. e già destinate ai Programmi operativi 2007/2013, da finalizzare, tra l’altro, alle “misure per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità ” previste dal decreto legislativo 185/2000. Lo stanziamento effettuato dal Governo finalizza le risorse esclusivamente ai territori del Mezzogiorno e l’interpretazione adottata in un primo momento da Invitalia, che gestisce lo strumento legislativo, sembrerebbe escludere da tali territori il Molise in quanto il termine “Mezzogiorno” viene fatto coincidere con le Regioni in obiettivo “convergenza” cosi come definiti nei Programmi Operativi dell’Unione europea. Il condizionale è d’obbligo in quanto in una nota trasmessa a Sviluppo Italia Molise il 14 ottobre dalla Dottoressa Carmela D’Amato, responsabile Servizio finanza di Invitalia, vengono manifestate ampie perplessità circa l’interpretazione restrittiva o estensiva da applicare alle risorse finanziarie previste dall’articolo 3 della legge 99/2013. Se dovesse essere confermata questa tesi interpretativa, nel Molise, non sarebbe possibile utilizzare tali misure di agevolazione che dal 1997 al 2012 hanno visto la presentazione di quasi 4mila domande di cui oltre 1500 ammesse e che hanno favorito la creazione di 2mila nuovi posti di lavoro. Tale interpretazione restrittiva ai danni del Molise derivante dal vincolo territoriale imposto dalla legge 99/2013, unitamente all’esaurimento dei fondi stanziati dal decreto legislativo 185/2000, pregiudicherebbe la possibilità di creare nuove imprese nella nostra Regione determinando, per un territorio già pesantemente provato dalla crisi economica che sta attraversando, una ulteriore perdita di competitività rispetto alle Regioni limitrofe. Le sarei pertanto grato se potesse valutare ogni strada possibile al fine di garantire una più ampia interpretazione del provvedimento, condizione imprescindibile per il rilancio di nuove forme di occupazione ed imprenditoria giovanile e femminile nel territorio molisano. Auspicando di poter ricevere un Suo cortese riscontro, magari in occasione della Sua venuta a Bruxelles il 5 novembre La saluto cordialmente”.

Onorevole Aldo Patriciello