Palazzo Moffa approva la modifica (non l’abrogazione) del tanto discusso l’Articolo 7. Due esponenti dell’opposizione votano a favore. Cavaliere a Frattura: “Antipolitica causata soprattutto dalle indecisioni della Giunta”. Intanto Cristiano Di Pietro difende l’iniziativa legislativa: “Abbiamo aggiunto un importante tassello al quadro di buona politica che questo governo regionale sta instancabilmente portando avanti”.

 

CAMPOBASSO. Palazzo Moffa decide (dopo mesi di travaglio, veleni e divisioni interne alla maggioranza) di non abrogare l’Articolo 7 ma di regolamentarlo: i 2451 euro, mensili e per ciascuno dei 21 consiglieri regionali (salvo chi vorrà rinunciarvi), saranno erogati direttamente ai collaboratori di fiducia degli eletti. Insomma, il fondo resta ma sarà gestito diversamente. La proposta di legge Frattura-Niro è stata approvata con i voti del centrosinistra e con quelli di Salvatore Micone (Grande Sud) e Giuseppe Sabusco (Udc),  entrambi dell’opposizione.

La discussione stamane in Consiglio regionale sull’approvazione della modifica non è stata del tutto  priva di tensioni. Il governatore ha espresso apprezzamento per l’intervento del Consigliere Fusco (che ha invitato a non cedere il passo su questo tema a facili populismi), mentre il collega del Pdl Nicola Cavaliere ha ricordato allo stesso Frattura che le polemiche e le tensioni di piazza di questi mesi dipendono soprattutto dalla confusione che regna in maggioranza e dall’incapacità del governo regionale di prendere subito decisioni chiare. “Ha trascinato il Molise – ha rimarcato più volte Cavaliere – sulla ribaltà nazionale per questioni non certo positive”. Cristiano Di Pietro (Idv), invece, elogia addirittura l’iniziativa: “Con l’approvazione di questa proposta di legge discipliniamo finalmente una normativa che non è mai stata molto chiara. Per rendere trasparente l’utilizzo di questo fondo e allontanare ogni dubbio su eventuali usi distorti, era assolutamente necessario modificare radicalmente la normativa”. Modificare, già. Perché non abrogare?