Tempi duri per gli amministratori pubblici. Il primo cittadino di un Comune della provincia d’Isernia non ce l’ha fatta, finora, a dare indietro una somma di circa 5mila euro anticipatagli tramite FinMolise

 

ISERNIA.  Anche i ricchi piangono, si diceva una volta. Ma la crisi, si sa, non risparmia nessuno. Così, anche un amministratore locale – che proprio ricco non dev’essere, se ha dovuto far ricorso alla formula del prestito – si trova in condizione di non poter restituire una somma di circa 5mila euro alla Regione Molise. Si tratta di un sindaco di un Comune della provincia d’Isernia, che avrebbe beneficiato, tramite Finmolise, di un credito per una micro impresa a lui riconducibile senza poi darla indietro come pattuito. La notizia ha una duplice interpretazione: se certamente non è una bella immagine che un primo cittadino, rappresentante delle istituzioni, venga meno a un contratto di finanziamento con la Regione, istituzione locale per eccellenza, va anche detto che la politica – almeno a certi livelli – non permette più di arricchirsi come un tempo , dopo i giusti tagli decisi dal governo Monti. Fa eccezione, in Molise, la supercasta dei consiglieri regionali: per loro, 10.500 euro al mese. Per la collettività, finora, quasi il nulla.