L’autore, fratello della bimba morta durante le operazioni di soccorso dei passeggeri della nave, ha presentato  il volume del suo paese d’origine. Apprezzatissimo l’intervento di Pietro Campellone, che ha ricostruito il periodo storico dell’immigrazione che vide protagonisti, nel bene o nel male, tanti italiani e molisani, decisi a tentare la fortuna all’estero

 

ISERNIA. La tragedia rivissuta per bocca di un fratello che non ha mai conosciuto la sorella maggiore. Struggente l’evento presentato a Colli al Volturno, quest’anno, nell’ambito della tradizionale Fiera di San Leonardo, svoltasi dal 9 al 10 novembre: la presentazione del libro ‘Bella addormentata’, scritto dal collese Ermanno Di Sandro, fratello di Norma, morta a soli 4 anni durante le operazioni di salvataggio dal naufragio dell’ ‘Andrea Doria’. Correva l’anno 1956 quando la nave da crociera ‘Andrea Doria’, vanto della Marina italiana, entrò in collisione con la nave svedese Stockolm in prossimità degli Stati Uniti, dove era diretta. Nell’impatto morirono 56 persone: 50 viaggiavano sulla nave italiana e sei su quella svedese. Tra i passeggeri dell’Andrea Doria, Tullio e Filomena Di Sandro, imbarcatisi da Colli al Volturno in uno dei famigerati viaggi della speranza con la loro bambina di soli 4 anni.

Naufragio dell'Andrea Doria: a Colli il libro sulla tragedia di Norma Di Sandro
Pietro Campellone

Immediatamente dopo la collisione, Tullio Di Sandro tentò di portare in salvo la sua famiglia ma, credendo di non farcela, cercò di fare il possibile per salvare almeno sua figlia. Una decisione fatale. Infatti, nel tentativo di sottrarla alla morte, la lanciò su una scialuppa di salvataggio da un’altezza di 5 metri. A causa del mare mosso e dell’oscurità la bimba colpì il parapetto della scialuppa con la testa e, dopo alcuni giorni di coma, morì. I genitori miracolosamente sopravvissero, e la loro tragica vicenda toccò il mondo interno. Solo molti anni dopo Ermanno Di Sandro, nato successivamente negli Stati Uniti e figlio di Tullio e Filomena, ricevette dalla madre una scatola contenente documenti e fotografie risalenti al periodo del naufragio. Di qui la decisione di raccogliere le testimonianze in un libro, presentato al pubblico appunto nel suo paese d’origine. Particolarmente toccante e apprezzato, nel corso della presentazione,  l’intervento di Pietro Campellone, che ha ricostruito il periodo storico dell’immigrazione che vide protagonisti, nel bene o nel male, tanti italiani e molisani, decisi a tentare la fortuna all’estero.