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Celiachia, progetto nelle scuole di Campobasso, Isernia e Termoli

Iniziativa promossa dall’Asrem

 

ASREM-logo-12CAMPOBASSO. Garantire al bambino celiaco un’alimentazione equilibrata e sicura, non solo a casa ma anche a scuola, formare e sensibilizzare gli insegnanti, gli addetti alla ristorazione scolastica, oltre che le famiglie dei coetanei del celiaco: sono questi gli obiettivi del Progetto “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più: il bambino celiaco e la refezione scolastica”, approvato con deliberazione regionale n. 493 del 08.08.2012 (recependo le direttive della Legge n. 123 del 04.07.2005) ed esteso, a partire da quest’anno, nelle scuole dell’infanzia e primarie di Isernia, Campobasso e Termoli aderenti al progetto. La malattia celiaca, patologia oggigiorno ubiquitaria nel mondo, è un’intolleranza permanente al glutine: si stima che 1 individuo su 100 ne sia colpito, anche se tale dato è sottostimato, in quanto esiste una grande parte di patologia sommersa soprattutto tra la popolazione adulta. Il progetto, proposto dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione di Isernia, è dunque scaturito dalla consapevolezza del disagio e delle difficoltà che vivono quotidianamente i celiaci e le loro famiglie, soprattutto quando il bambino deve usufruire della mensa scolastica: seguire una dieta totalmente aglutinata, infatti, richiede grande impegno ed è spesso vissuto con ansia anche dal personale addetto alla ristorazione, per l’assoluta esigenza del rispetto delle norme di preparazione e di distribuzione dei piatti alternativi. Gli appositi corsi di formazione rivolti ad insegnanti, genitori ed operatori della ristorazione scolastica (per questi ultimi la formazione è obbligatoria) sono già iniziati su tutto il territorio regionale e proseguiranno fino a dicembre 2013. “La scuola, ma soprattutto il momento della ristorazione”, spiega la dr.ssa Ornella Valentini, responsabile del Progetto, “rappresenta per il bambino una tappa fondamentale sia dal punto di vista educativo che dal punto di vista della socializzazione, che deve essere vissuta nella maniera più serena possibile, realizzando una corretta sinergia ed alleanza volta ad eliminare quel senso di “diversità” che spesso emerge relativamente alla figura del bambino celiaco. Dialogo ed informazione sono le armi vincenti: non bisogna nascondere la celiachia, bensì sensibilizzare ed imparare a distinguere tra la persona ed il problema di salute, dando la priorità alla prima, pur non dimenticando il secondo”.

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